Dopo una lunga pausa per le nazionali, il Milan è tornato in campo per il big match contro il Napoli, una sfida cruciale per entrambe le squadre. Per i partenopei, era una partita fondamentale nella corsa allo scudetto, mentre per il Milan, la vittoria era essenziale per la rincorsa a un posto in Champions League. Alla fine, a spuntarla è stata la squadra di Antonio Conte, che ha trionfato 2-1 al Maradona.
A fare la differenza, con un assist a Luka Jovic e un rigore procurato, è stato Theo Hernandez. Il terzino francese, reduce da un brutto episodio nella sfida di ritorno contro il Feyenoord, è stato al centro delle critiche per diversi mesi. Secondo Giuseppe Pastore, intervenuto ai microfoni del podcast di Cronache di Spogliatoio, è una la motivazione dietro il periodo negativo del numero 19 del Milan.
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LE DICHIARAZIONI
“Abbiamo parlato tutto l’anno delle difficoltà di certi giocatori e delle mancanze di certi giocatori. Ma il secondo tempo di ieri, oltre a dire l’ovvietà che Leao è un giocatore indispensabile, sottolinea quanto è forte, quando ha voglia, Theo Hernandez. Ieri ha devastato la fascia destra, e ha impedito al Napoli di giocare su quella fascia, dove nel primo tempo dominava con Di Lorenzo-Politano.
Il Napoli non ha avuto più modo di superare la metà campo da quella parte. Questo fa capire quanto molte volte sia anche da parte del campo, in cui Theo Hernandez è stato disastroso quest’anno, però veicolata una narrazione secondo cui bisogna liberarsi a tutti i costi delle mele marce, dei giocatori. In realtà sono giocatori che vanno saputi prendere, ed è compito di ogni società valorizzare il proprio patrimonio. Leao non va gestito in questo modo.
Theo è stato gestito male. Lui ha enormi colpe, ma è stato gestito malissimo in questi due anni. Maignan lo stesso. Tomori lo stesso. Quindi in ogni caso cito giocatori che sono diventati grandi nella gestione precedente, ma che forse sono anche sgraditi alla società attuale”.
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