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Milan, Ibrahimovic-Maldini: una storia che si ripete? La similarità

Maldini - Ibrahimovic

Una dirigenza audace è il pilastro portante su cui si sostengono le fondamenta di un club. Se il Milan si è cucito sul petto il tricolore il 22 maggio 2022 il merito è per gran parte della società. La figura protagonista dell’annata che ha fatto sognare i sostenitori del Diavolo è indubbiamente quella di Paolo Maldini. La bandiera rossonera è stata un collante essenziale tra la squadra e la società, un lavoro per niente scontato. A seguito del suo addio questa immagine sembrerebbe essersi persa, ma è veramente così?

La Gazzetta dello Sport, nell’edizione odierna, ha approfondito il ruolo di Zlatan Ibrahimovic nel nuovo Milan che, in un certo senso, sembra seguire le orme lasciate dall’ex capitano. L’importanza dello svedese è evidente agli occhi di tutti, è il porto sicuro dei tifosi, una certezza. Il suo nuovo ruolo lo rende un tuttofare, il punto fermo che la società attualmente necessita.

NON SI NASCE IMPARATI

Ebbene si, non si nasce imparati, nemmeno se ti chiami Zlatan Ibrahimovic. Il nuovo compito assegnatogli è completamente diverso da quello che svolgeva in campo e, come riporta anche la Rosea, i più vicini all’ex PSG affermano che quest’ultimo è in costante fase di studio. La voglia di crescere è tanta e rispetto a pochi mesi fa il miglioramento è palpabile.

Maldini Milan
Maldini Milan

BERLINO LA NUOVA IBIZA

Un altro aspetto che ha inciso positivamente sul rendimento e la serenità della squadra è il dialogo che Maldini aveva con i giocatori. Non è un riferimento solo per i calciatori già presenti in rosa ma anche per coloro che presto si sarebbero aggregati. L’esempio più tangibile è la chiacchierata fatta in un bar di Ibiza con il terzino sinistro Theo Hernandez. L’importanza di comunicare faccia a faccia con l’obiettivo di mercato e renderlo parte integrante del progetto è un aspetto fondamentale, come detto anche dallo stesso francese:

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Paolo Maldini? Se ho firmato per il Milan è stato in gran parte grazie a lui. Ero molto vicino a firmare per un altro club, il Bayer Leverkusen, ma ha ribaltato tutto. È venuto a trovarmi in vacanza a Ibiza. Abbiamo parlato di calcio, ho sentito subito che il Milan era il posto giusto. Mi ha detto molte cose buone sul mio gioco e sui miei progressi. Non c’è riferimento migliore per il mio ruolo e per il Milan”.

La storia ad oggi si ripete. Ibrahimovic si è preso la responsabilità della trattativa con Alvaro Morata. Lo svedese ha parlato in prima persona con il neo campione d’Europa, e grazie a constanti chiamate tra i due l’ex Juve ha accettato la proposta rossonera. Quest’ultimo, in compagnia di Moncada e Kirovski, hanno fatto sentire la propria vicinanza presentandosi alla finale di Euro2024, che ha visto trionfare lo spagnolo.

MILANELLO IL “REGNO DEL RE”

Infine c’è il lavoro che il “Re di Milano“, così soprannominato dai sostenitori del Diavolo, svolge a Milanello. Questo è l’aspetto che lo lega maggiormente a Paolo Maldini: il contatto quotidiano con la rosa. Il compito però non si limita solo alla vicinanza con lo spogliatoio, ma è presente anche un aspetto decisionale. Un esempio? I recenti teloni installati nella periferia del centro sportivo. Questa modalità di blindaggio permette discrezione, senza fughe di notizie.

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