La vittoria contro il Verona, seppur non particolarmente brillante, ha portato il Milan a +8 sul quinto posto a sole cinque giornate dalla fine. Mancano letteralmente una manciata di punti e il ritorno in Champions sarà ufficiale. Dopodiché si aprirà quel periodo sempre burrascoso del calciomercato estivo.
La mia speranza è che almeno quest’anno si evitino rivoluzioni radicali in dirigenza e nel gruppo squadra. Nell’estate 2023 il Milan ha salutato Paolo Maldini, e questo ha senza dubbio rappresentato uno dei momenti spartiacque negli anni recenti del Milan, contribuendo anche a creare una spaccatura importante tra il tifo rossonero e la proprietà. Oltre ovviamente ad una rivoluzione dal punto di vista dirigenziale. Sempre nell’estate 2023 il Milan ha detto addio anche a Ibrahimovic (per ovvi motivi anagrafici) e Tonali, due dei leader tecnici ed emotivi.
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Nel 2024 è arrivata la separazione con Pioli, dopo cinque anni alla guida del Milan. Nell’estate 2025 nuova rivoluzione: arrivano Allegri e Tare, per un nuovo sconvolgimento sulla panchina e in dirigenza. Mentre per quanto riguarda la rosa, Reijnders e Theo vengono ceduti. L’anno scorso tra acquisti e cessioni il Milan ha mosso più di 25 calciatori della prima squadra. Stesso discorso per l’estate 2024.
E allora mi chiedo: com’è possibile ottenere risultati se ad ogni stagione si cambia sempre tutto? Forse il segreto dell’Inter sta proprio nella continuità? Da anni l’ossatura dei nerazzurri è composta da Bastoni, Dimarco, De Vrij, Dumfries, Barella, Calhanoglu e Lautaro Martinez, tutti elementi in rosa da almeno cinque anni. Al Milan invece chi è rimasto dall’anno dello scudetto? In tutta la rosa i reduci sono solo Maignan (che è stato ad un passo dall’addio la scorsa estate), Leao (il cui futuro quest’anno sembra in bilico), Tomori, Gabbia e Saelemaekers (gli ultimi due nel frattempo sono anche andati via in prestito).
Quest’anno, comprensibilmente, la dirigenza ha voluto optare per una rosa molto corta, e quasi tutti, chi più chi meno, hanno portato il proprio contributo in questa stagione. Quindi, per una volta, al posto di costruire tutto da zero, si dovrebbe ripartire da questo gruppo, limitandosi a qualche piccolo e ovvio aggiustamento. Un difensore centrale di livello assoluto per allungare le rotazioni e continuare a puntare sulla crescita di giovani come De Winter e Pavlovic. Oltre ovviamente a Gabbia e Tomori, che ormai sono due senatori. Un esterno da inserire al posto di Estupinan (perché non provare il colpaccio Palestra, dirottando Saelemaekers sulla sinistra?).
A centrocampo andrebbe già bene così, probabilmente Allegri vorrà inserire un altro veterano come Goretzka, ma attenzione anche al rientro di Comotto, che in Serie B sta facendo benissimo. In attacco serve una prima punta che sia una garanzia di gol, dopodiché due tra Leao-Pulisic e Nkunku possono anche restare, perché il valore dei primi due è ben noto a tutti, seppur con i loro alti e bassi. E persino Nkunku in 1291′ i suoi nove gol/assist li ha collezionati. Insomma serve circa un rinforzo a reparto, ma non di più, perché la continuità è una soluzione spesso troppo sottovalutata.
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