Il Milan attraversa un momento delicato tra prestazioni altalenanti, dubbi sul futuro di Leao e scelte tattiche di Allegri. Tra critiche, media e tifosi, c’è chi si concentra sui dettagli e chi sul quadro generale. In questa esclusiva, rilasciata ai microfoni di AllMilan.it, Sandro Sabatini analizza la situazione senza filtri, offrendo risposte dirette sul presente e futuro dei rossoneri.
LEGGI ANCHE – Gattuso avvisa l’Italia: “Bosnia fisica e pericolosa”. E su Dimarco…
Leao: talento intermittente o leader mancato?
Si continua a girare intorno a Leao: è davvero il leader tecnico ed emotivo del Milan oppure, alla prova dei fatti, resta un talento intermittente su cui il club dovrebbe iniziare a farsi delle domande serie?
“Quest’anno Leao non è stato leader tecnico e nemmeno emotivo. Ha la giustificazione della pubalgia e anche un po’ del ruolo, ma non bastano per valutare positivamente la sua stagione, almeno per ora. Il club dovrebbe fare l’unica domanda “seria” che serve su qualsiasi giocatore: al cospetto di un’offerta congrua e di un sostituto all’altezza, Leao si può vendere? La mia – personalissima – risposta è sì.“
Allegri: pragmatismo o spettacolo?
Massimiliano Allegri è garanzia di risultati ma divide sul gioco: oggi il Milan deve scegliere cosa vuole essere oppure questa contrapposizione tra “vincere” e “convincere” è solo un alibi?
“Questi discorsi vanno lasciati agli opinionisti oppure agli influencer da quattro soldi. A prescindere dai discorsi, ci sono i fatti: rispetto allo scorso anno – perché ci vuole un termine di paragone, no? – il Milan ha guadagnato circa 70 milioni sul mercato, si è piazzato più su in classifica, ha giocato meglio. Ha vinto quel che poteva vincere, cioè un posto nella prossima Champions. E convinto chi poteva convincere: cioè tutti, meno chi è incompetente o in malafede.”
Il Milan può tornare grande in Europa?
Il Milan oggi ha davvero la forza economica e l’appeal per tornare tra le grandi d’Europa oppure rischia di restare stabilmente un gradino sotto?
“Se la proprietà investe, il Milan è ancora… il Milan. Ha un appeal mondiale grazie alla sua storia. Ma la storia va aggiornata. E riguardo a fascino, potere, strategie e potenza economica, al momento Cardinale non è Berlusconi. E nemmeno Furlani è Galliani.“
Pressione mediatica e narrazioni su Leao
Su Leao si passa da fenomeno a problema nel giro di pochi giorni: è solo pressione mediatica o c’è anche una responsabilità vostra nel creare e distruggere narrazioni troppo velocemente?
“Rispondo per me, non per altri. Io faccio, o almeno mi impegno a fare, semplicemente cronaca e commenti senza preconcetti né bandiere. Leao è un giocatore di valore alto, che quest’anno ha offerto molte prestazioni basse. Personalmente, io “creo”, cioè racconto quel che vedo di buono. E non “distruggo” nulla, semmai racconto quel che non vedo di buono. “

Tre certezze e tre acquisti chiave
Se dovesse indicare oggi tre certezze: su chi costruisce davvero il Milan di Allegri? Esiste già una spina dorsale o siamo ancora a un progetto incompiuto?
“A parte Modric, che è un fenomeno a parte… Tre certezze da confermare: Allegri, Maignan, Rabiot. Tre acquisti per non restare incompiuti: un difensore leader, un centrocampista di fascia e soprattutto un centravanti da 15 gol.“
Leadership fuori dal campo
Negli ultimi anni il Milan ha dato l’impressione di non avere una leadership forte fuori dal campo: è un limite reale o un racconto che si è via via ingigantito?
“Non saprei. La dirigenza è meno forte ed espressiva rispetto ai tempi di Galliani o anche quelli più recenti di Maldini.“
Tra Scudetto e rifondazione
Tra un anno il Milan sarà più vicino allo Scudetto o a un’altra rifondazione?
“Se fa la squadra con conferme e acquisti che ho detto prima, il Milan sarà più vicino allo scudetto. Se fa un mercato solo di giovani (André, Kostic, ecc.) e di guadagno (tipo Reijnders, Thiaw e Theo), sarà all’inizio di un progetto nuovo.”

Il modulo penalizza i giocatori?
Il 3-5-2 ha messo in difficoltà giocatori chiave come Christian Pulisic e lo stesso Leao. Dopo i segnali visti con il 4-3-3 contro il Torino, Allegri deve fare un passo indietro sulle sue idee o insistere anche a costo di sacrificare qualità?
“Non credo che il rendimento di Leao e tanto meno di Pulisic dipenda dal modulo. Allegri adatta il modulo ai giocatori, non viceversa.“
Colpi a parametro zero
In una Serie A dove l’esperienza pesa ancora tantissimo, se il Milan potesse permettersi un colpo a parametro zero tra Leon Goretzka, Bernardo Silva e Casemiro, chi sceglierebbe senza esitazioni per cambiare davvero il livello della squadra?
“Con Modric e Rabiot vanno bene tutti e tre, anche se hanno caratteristiche diverse tra loro.“
Modric: risorsa reale o operazione di immagine?
La possibile permanenza di Modric a certi livelli è ancora una risorsa reale o rischia di diventare più un’operazione di immagine che tecnica? Il centrocampo del Milan soffrirebbe più l’assenza del croato o di un nome come Rabiot?
“Altroché immagine! Modric è ancora di un livello tecnico superiore, nettamente. Rabiot è un campione, anche se pochi – chissà perché – lo dicono. Il Milan soffrirebbe più l’assenza di Rabiot semplicemente perché Modric sta comunque tramontando, seppure alla grande. Invece il francese ha ancora davanti almeno tre anni ad altissimo livello“
Il Milan è al bivio tra consolidamento e rifondazione. La gestione dei talenti, il mercato mirato e la leadership tecnica determineranno se i rossoneri torneranno ai vertici della Serie A o dovranno costruire un nuovo ciclo vincente.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
