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L’allenatore di Serie A: “Inseguivo il pullman del grande Milan di Sacchi fino all’autogrill”

Il tecnico di Serie A ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport nella quale ha ripercorso anche alcuni ricordi della sua giovinezza e della sua passione per il calcio. Tra gli aneddoti raccontati, uno riguarda proprio il grande Milan di Arrigo Sacchi, che Spalletti seguiva con particolare entusiasmo.

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Il Milan di Sacchi

L’attuale tecnico bianconero ha raccontato quanto fosse tifoso da giovane, ricordando in particolare le trasferte delle grandi squadre a Empoli e il Milan di Sacchi.

“Se ero molto tifoso in gioventù? Certo. Quando vedevo in autostrada il pullman bianco con la scritta Mediolanum, del grande Milan di Sacchi, ho finito anche per inseguirlo fino all’autogrill. Quei campioni che scendevano con questi cappotti enormi”.

Un ricordo che racconta il fascino esercitato da quella squadra, capace di segnare un’epoca del calcio italiano e internazionale.

L’attesa per gli autografi

Spalletti ha poi ricordato un’altra abitudine della sua giovinezza: appostarsi quando le grandi squadre arrivavano a Empoli per poter vedere da vicino i campioni.

“Quando le grandi venivano a giocare ad Empoli mi appostavo sempre, oggi capisco quelli che aspettano un autografo e ci passo tanto tempo”.

Un’esperienza che, con il passare degli anni, gli ha permesso di comprendere meglio anche il rapporto tra calciatori e tifosi.

La regola della Juventus per i tifosi

Oggi Spalletti si trova dall’altra parte, alla guida di una squadra e circondato quotidianamente da tifosi che cercano un contatto con i propri idoli. L’allenatore ha spiegato di essere dispiaciuto quando la frenesia degli impegni non permette ai giocatori di fermarsi.

“Mi dà fastidio a volte per la fretta della quotidianità non poter accontentare tutti. Abbiamo messo una regolina quest’anno: cinque minuti i giocatori li devono dedicare a tutti quando arriviamo negli alberghi delle varie città. Dobbiamo avvicinare le persone a noi”.

Un approccio che nasce anche dai suoi ricordi personali e da quando, da giovane tifoso, era lui ad aspettare l’arrivo dei campioni.

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