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Milan, chi lasci in piedi tra Theo, Maignan e Leao al gioco delle sedie?

Leao - Theo - Maignan

Al gioco delle sedie c’è sempre qualcuno che rimane in piedi. Nessuna sedia, gioco finito. A quel punto si viene eliminati. Tutti ci abbiamo giocato almeno una volta nella vita, magari a una festa di compleanno o in oratorio. Qui, nel caso del Milan, non si tratta né di un caso né dell’altro. Ovviamente non si tratta nemmeno del gioco delle sedie, anche se come metafora può funzionare. Perché se si sta parlando tanto di allenatore, si sta parlando anche di cessione di uno dei tre tenori rossoneri. Chi sacrificheresti tra Maignan, Theo e Leao? Una domanda che sta rimbalzando parecchio, iniziando a disturbare i sonni dei tifosi.

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Rispondo prima io: nessuno dei tre. Al gioco delle sedie ne lascerei tre. Un anno fa il Diavolo si è privato di Tonali, finanziando un mercato impattante ma facendo a meno di uno dei pilastri del Milan scudettato. Un’operazione del genere, un anno dopo, sarebbe controproducente? Indubbiamente favorirebbe la campagna acquisti, garantendo liquidità per l’acquisto di una prima punta forte e di prospettiva e aggiustando i buchi nei vari reparti.

Ponendo che uno dei tre dovesse veramente partire, chi lascereste andare? Iniziamo da Maignan, una delle delusioni più grandi di questa stagione. Facile però appellarsi al presente dimenticando il passato. Magic Mike è stato l’eroe del titolo e della cavalcata in Champions League del 2023. L’uomo che nel giro di qualche settimana è riuscito a non far rimpiangere Donnarumma. Anzi, guadagnandosi il titolo di portiere tra i migliori tre al mondo. L’unico neo dell’ex Lille è la fragilità fisica.

Capitolo successivo. Theo Hernandez. L’anima e lo spirito di questo Milan. Il terzino francese è ormai alla quinta stagione in rossonero. Voluto e portato da Maldini, Theo ha fatto innamorare tutti, per la qualità, la propensione al gol, la velocità e la grinta. Insomma, il numero 19 del Diavolo, passatemi il termine, gasa e non poco. Sicuramente è uno dei giocatori più entusiasmanti del campionato, uno dei più forti nel suo ruolo in Europa e nel mondo. Dalla Spagna, nelle ultime ore, è arrivata la voce che avrebbe detto di sì al Bayern Monaco. Sarà vero?

Infine, la questione più annosa e spinosa. Rafa Leao. Detrattori da una parte, innamorati persi dall’altra. Adottare una posizione neutra con il numero 10 è difficile. O lo ami o lo detesti, sportivamente parlando. Questo, almeno, è quello che si percepisce. La realtà è che non c’è calciatore con maggiore talento di lui in Italia, è evidente e lapalissiano. Lo sa anche lui e lo sanno tutti i tifosi. Quando Rafa è in giornata non c’è nulla che possa fermarlo. Ricordate la gara con il PSG? Straripante, una forza della natura. Il rovescio della medaglia, però, è altrettanto impattante. Perché se da un lato ci sono le notti magiche, dall’altro ci sono quelle disastrose in cui appare spaesato, quasi distratto. Qual è il vero Leao? Forse, semplicemente lui è così. Prendere o lasciare.

Insomma, se in un ipotetico gioco delle sedie ci fossero Maignan, Theo e Leao, chi lascereste in piedi?

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