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Milan, tanti stranieri e altrettanti italiani del vivaio: che futuro sarà?

furlani

Con l’arrivo di Emerson Royal, il Milan va a completare il reparto difensivo. Il terzino brasiliano sarà l’alternativa a Davide Calabria. Qualora il giocatore del Tottenham dovesse guadagnarsi il posto da titolare a scapito del capitano, il Diavolo avrebbe nella formazione tipo 11 stranieri. Si tratta di una situazione che non è capitata spesso tra le mura rossonere. C’è un motivo per il quale la società si fiondi sui giocatori non italiani? Per rispondere a questa domanda, basta interrogarsi sul modus operandi di ogni club di Serie A. Perché per i giocatori “nostrani” si chiedono cifre elevate? Il gap con le squadre dei campionati esteri, soprattutto della Premier League, è ampio a livello economico poiché essi sono favoriti da introiti che le squadre italiane si “sognano”. Perciò si cerca di riparare con il classico gioco al rilancio, al quale poche squadre della nostra penisola possono partecipare.

Il Milan di Red Bird è il club italiano per eccellenza che punta alla sostenibilità finanziaria. Ciò non significa che la proprietà che fa capo a Gerry Cardinale non intenda spendere cifre elevate per determinati giocatori, ma che per ogni spesa ci deve essere sempre un ritorno economico. Se per esempio la dirigenza rossonera volesse acquistare Berardi e il Sassuolo chiedesse più di 30 milioni per farlo partire, sarebbe svantaggioso, non solo per l’età del giocatore, ma anche per altri fattori come il duro infortunio che lo ha afflitto. Questo giochetto non lo fa solo il club neroverde, ma anche diversi club del nostro campionato. Per questo motivo si preferisce puntare su un giovane straniero, oppure su un profilo capace di dare garanzie a livello tecnico, invece di prendere i nomi per moda o perché fanno parte della Nazionale Italiana.

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photocredit: acmilan.com

Se il Milan sta lavorando tanto con i giocatori stranieri, lo stesso si può dire per lo straordinario lavoro che sta svolgendo nel settore giovanile. Ci sono tanti italiani promettenti nel vivaio rossonero e alcuni di essi hanno fatto qualche presenza in Prima squadra: Bartesaghi, Zeroli, Camarda, Liberali. Da questo punto di vista, la proprietà sta dimostrando la massima attenzione. Lavorare bene con i giovani significa generare risultati, profitti e anche assumere un motivo d’orgoglio.

Non si può prevedere quale sarà il Milan del futuro. Durante il cammino ci sono tanti fattori che possono cambiare la carriera di un giocatore, in meglio o in peggio. Adesso il Diavolo parla perlopiù straniero. Si auspica, però, che nel corso di poco tempo, i giovani del vivaio possano avere le loro occasioni per dimostrare il proprio valore. Il progetto deve essere vincente, ma anche costante. Non ci si dovrà fermare alla vittoria del singolo titolo, ma bisognerà cercare di riaffermarsi anno dopo anno con una crescita continua.

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