Nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, il noto giornalista Luca Bianchin ha analizzato il finale della sfida di ieri pomeriggio, del Milan, contro l’Udinese. In particolare il ruolo di capitano, ricoperto nel finale dal portiere francese: “Nel finale Maignan, fascia al braccio, usa il sinistro per rinviare ma in area esce, si fa sentire, para il parabile e sembra davvero leader. Il Milan, in un pomeriggio folle, forse ha trovato il suo nuovo capitano”.
L’ultimo difensore è stato chiamato in causa a seguito dell’assenza dei tre potenziali capitani della squadra. Davide Calabria si trova ancora ai box a causa di una lesione al polpaccio sinistro che non ha ancora pienamente superato. La sua presenza in vista della sfida in Champions League con il Brugge è a rischio, più probabile vederlo nuovamente in campo per la nona giornata di Serie A contro il Bologna. Al suo posto si è fatto trovare pronto Theo Hernandez. Il terzino sinistro però, a causa dell’espulsione rimediata nel finale contro la Fiorentina, è stato portato al forfait nella gara di ieri pomeriggio contro l’Udinese e non sarà presente a Bologna.
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Infine l’ultimo dei tre potenziali capitani, Rafael Leao. Il portoghese è partito dalla panchina lasciando spazio allo svizzero Noah Okafor. Ecco quindi come entra in scena l’ultimo difensore francese. Il classe ha incarnato il vero spirito da capitano. Leadership, carattere, dialogo con i compagni, sempre sull’attenti. Maignan incarna tutti i requisiti per poter diventare il vero capitano della squadra.
A confermare le doti ci aveva pensato Yacine Adli nei giorni scorsi: “Maignan è un malato di calcio. Dorme pensando al pallone. Dopo tutte le partite sapevo di non poter dormire perchè Mike mi avrebbe chiamato prima delle 3-4 di notte. Sapevo che aveva già analizzato tutti i dettagli. Mi scriveva ‘Ciao, ti ricordi quella situazione al 27esimo? Guarda le foto su Whatsapp’. Raramente ho visto un compagno così esigente”. Le sue qualità non sono un segreto e la sua mentalità vincente è ciò che serve attualmente.
Come accennato da Fonseca l’idea è di formare una squadra con 11 leader in campo, responsabilizzare più componenti della rosa possibili: “Quando sono arrivato qui ho visto che i capitani sono i giocatori con più partite. Voglio rispettare questa cosa, ma voglio anche una leadership condivisa, più allargata. Abbiamo la possibilità di avere più giocatori da capitani. Vogliamo condividere questa responsabilità”.
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