PRIMA PAGINA

Milan, un punto che pesa poco. E sulla trasferta di Perth resta il silenzio

Massimiliano Allegri Milan

Il Milan torna da Bergamo con un pareggio che lascia più dubbi che certezze. Contro l’Atalanta, la squadra di Allegri ha mostrato una versione sbiadita di sé, lontana parente del gruppo brillante visto prima della sosta per le Nazionali. Le assenze e le condizioni precarie di alcuni titolari hanno inciso in maniera evidente su una prestazione opaca.

LEGGI ANCHE – Ricci non contiene l’emozione: “Se me lo avessero detto qualche anno fa…”

Leao ko, attacco in emergenza

Rafael Leao, uscito anzitempo per un problema all’anca rimediato nella gara contro il Pisa, ha condizionato pesantemente la fase offensiva rossonera. Allegri è stato costretto al cambio, rinunciando alla sua principale fonte di imprevedibilità.
Il Milan era riuscito a portarsi in vantaggio, ma poi ha perso brillantezza e lucidità, chiudendo con un punto che serve poco alla classifica e ancora meno al morale.
Le difficoltà maggiori restano in attacco: Gimenez e Nkunku non hanno ancora trovato continuità, e in vista del mercato di gennaio la dirigenza dovrà valutare seriamente l’arrivo di un nuovo centravanti. “Oggi siamo questi”, ammettono dalle parti di Milanello, consapevoli che servirà una svolta per restare agganciati alla zona alta della classifica.

La polemica di Perth

Oltre al campo, a tenere banco in casa rossonera è la scelta di giocare a Perth, in Australia, una sfida ufficiale che ha sollevato polemiche e perplessità.
Come confermato da Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, è stato lo stesso Milan a spingere per disputare la partita all’estero. Una decisione che, secondo molti osservatori, espone la squadra a rischi logistici e fisici enormi: circa 44 ore complessive di viaggio, con sbalzi climatici e di fuso orario che potrebbero pesare sulla condizione dei giocatori in un momento cruciale della stagione.
“Per il bene del calcio italiano”, si dice, ma il dubbio resta: vale davvero la pena sacrificare parte della corsa Scudetto per un’operazione d’immagine e di marketing?

Silenzio societario

A rendere la situazione più tesa è la mancata comunicazione del club. Nonostante le critiche arrivate da giornalisti, opinionisti e persino da alcuni ambienti UEFA e FIFA, il Milan non ha mai spiegato apertamente le motivazioni della scelta di spostare la gara in Australia.
Una nota ufficiale, un’intervista, anche solo un messaggio ai tifosi sarebbero bastati per dare un segnale di trasparenza. Invece, nulla.
E così, mentre in campo la squadra fatica a ritrovare ritmo e fiducia, fuori dal campo resta la sensazione di un club chiuso in sé stesso, poco disposto a dialogare con il proprio popolo.

Il pareggio di Bergamo lascia il Milan a fare i conti con i propri limiti, tecnici e gestionali. Se in campo servirà ritrovare condizione e convinzione, fuori dal campo sarà necessario ricostruire un rapporto di fiducia con l’ambiente e con i tifosi.
Perché le trasferte più difficili, spesso, non si fanno in aereo, ma nella capacità di spiegare le proprie scelte.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik Tok,YouTube e X