Il Corriere della Sera affida a Carlos Passerini un’analisi che sa di elogio e monito insieme. Al centro, il Milan e il suo fuoriclasse senza tempo, Luka Modric, decisivo nella vittoria in casa del Pisa.
“Modric l’acchiappasogni”, lo definisce Passerini. Perché se il Diavolo è ancora vivo nella corsa scudetto, se a 14 giornate dalla fine può inseguire la seconda stella e restare agganciato all’Inter nel lungo derby tricolore, gran parte del merito è del quarantenne croato.
All’Arena Garibaldi, in un finale carico di tensione, il Milan ha rischiato di vedere svanire tutto. Dopo l’illusorio vantaggio nel primo tempo firmato da Loftus-Cheek, il Pisa aveva trovato il pari con Loyola. In precedenza, sull’1-0, Fullkrug aveva fallito il rigore che avrebbe potuto chiudere la gara. Lo stadio ribolliva, accarezzando l’impresa, mentre i rossoneri vedevano materializzarsi un pareggio pesantissimo nella corsa al titolo.
Poi, all’85’, l’invenzione. Modric avvia l’azione, dialoga con Ricci e chiude con un tocco morbido alle spalle di Nicolas, proprio sotto il settore ospiti. Un lampo di classe che vale tre punti d’oro e riporta l’Inter a distanza di cinque lunghezze.
Il calendario ora propone il recupero contro il Como, poi le sfide con Parma e Cremonese, prima dello scontro diretto dell’8 marzo contro i nerazzurri. Tutto è ancora aperto.
Ma resta un campanello d’allarme: il “tabù piccole”. Anche a Pisa, troppa fatica contro un’avversaria sulla carta inferiore. Secondo Passerini, il problema sembra più tattico che mentale. Il Milan resta aggrappato al suo campione, ma per sognare davvero la seconda stella servirà qualcosa in più della sola magia di Modric.
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