A proposito di Youssouf Fofana. La domanda di oggi è che cosa diamine fanno tutte quelle monetine, alla fine, racchiuse dentro la cara e dolce fontana di Trevi e chi le prende?
È una domanda che ci siamo posti un po’ sempre tutti perché, cavolo, la verità è che non si capisce. Con tutti quei bambini che lanciano le monetine, veramente, davvero non si capisce dove finiscono tutte quelle monetine dalla superficie piatta e rotonda. Se lo chiedono un po’ tutti e non si capisce mai.
E questo innocente e sempliciotto rebus, inoltre, riporta alla mente capolavori di frasi intere, e ce ne è una, ad esempio, famosa. C’è “il Giovane Holden” di J.D. Salinger, un gran bel libro secondo me e secondo molti, un insieme di pagine avvolte che mi affascinarono tempo fa, e c’è Holden che dice ed ha bisogno davvero di sapere e chiede a un tassista: “Ma dove vanno le anatre quando è inverno? Dove vanno le anatre quando il lago gela?” Lui lo chiede perché, sul serio, per la miseria, lui non lo riesce a capire cosa fanno e dove si mettono le anatre in inverno sul ghiaccio del lago.
Lui è un giovane e i giovani non capiscono come va il mondo, come dire, ed è per questo un’icona, perché spesso anche i vecchi non capiscono nemmeno loro come va il mondo, ma pensano di poterlo spiegare con le parole. E questa è forse la malattia della vecchiaia e della maturità, altro che tutto il resto, perché spesso si mente in buona fede, invecchiando, e nessuno se ne accorge.
Una volta Socrate, che però era piuttosto vecchio, pare che disse: “So di non sapere”. E, guarda un po’, diventò il più famoso del mondo per un migliaio di anni. Tutto qua, per questa frase più di tutto e qualcos’altro.

Il Milan, invece, che è proprio un’altra cosa di una materia diversa, sembra avere le idee chiarissime. Così chiare che non vuole Maldini, non vuole Massara e non vuole Conte, e nemmeno altri in società. Ma il problema non è tanto avere le idee chiare, perché tante organizzazioni che hanno vinto, in qualche modo, avevano le idee chiare. Nonostante avere delle idee sia un’illusione, sempre, in qualche modo, le grandi squadre vincono credendo di avere le idee chiare. Ed il Milan vuole avere le idee chiare, sicuramente.
La domanda è più un’altra. La domanda è di strategia, è: perché comprare due attaccanti che vanno in ballottaggio, invece di uno solo? I giornali sono convinti che il Milan voglia fare così, si legge.
E, poi, perché comprare tanti centrocampisti, perché aggiungere come strategia? Le asticelle, in genere, non si alzano puntando sulla quantità, specie quando l’anno prima si arriva secondi in campionato. Perché puntare tante monetine qui e là, e perché non puntare su investimenti più o meno sicuri, ma dai prezzi più importanti, e meno come quantità? Questo c’è da chiedere, a proposito delle monetine e del Milan.
Almeno, questa è solo una mia convinzione, di cui credo di essere sicuro. Perciò, una mia malattia, la sicurezza su una opinione, che faccio fatica a ignorare. Come sono sicuro che, di quelli nominati, Fofana sia quello più in linea con il progetto e con le lacune della scorsa stagione. Ma anche questa opinione, beh, questa opinione su Fofana è un altro discorso proprio.
Meglio non avere certezze, in ogni caso, ed aspettare la prossima stagione e vedere. Così, infatti, va.
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