La rivoluzione sul mercato adottata dal Milan non è sicuramente passata inosservata. Una rosa molto corta, ma con i primi 16-17 giocatori di altissima qualità, così potrebbe essere riassunta la filosofia adottata dai rossoneri. La Gazzetta dello Sport ha provato ad analizzare maggiormente nel dettaglio le mosse del club e soprattutto l’evoluzione del monte ingaggi al termine di questa vera e propria rivoluzione compiuta dalla società.
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Ciò che è emerso è che il Milan, nonostante la cessione di più di 20 giocatori, ha comunque aumentato il proprio monte ingaggi quasi del 10%. Questo dato considera ancora all’interno della rosa due elementi come Ismael Bennacer e Yacine Adli, ormai esuberi del club e totalmente fuori dal progetto rossonero. Il più pagato della rosa resta Rafael Leao, che dopo aver siglato il rinnovo nel giugno 2023, percepisce un ingaggio attorno ai 7 milioni di euro a stagione. Tuttavia, nuovi acquisti come Rabiot, Nkunku o lo stesso Modric, rappresentano investimenti che sul piano salariale hanno portato ad un lieve incremento del monte ingaggi.

Questa è una dimostrazione della volontà del Milan di investire comunque nel club, affidandosi ad una politica leggermente diversa dagli anni passati, complice la mancata partecipazione alle coppe europee. Ovviamente non bisogna dimenticare che il Milan quest’anno ha incassato cifre importantissime dalla cessione dei propri calciatori. Più di quanto abbia speso per i cartellini dei calciatori acquistati. Ma la convinzione del club è di avere fatto tutte le mosse corrette per tornare ad avere una squadra nuovamente al vertice. Inoltre il Milan con queste cessioni ha “risolto”, monetizzando, due situazioni delicate come quelle del rinnovo di Theo Hernandez e Malick Thiaw. Entrambi rischiavano di partire a parametro zero e invece hanno portato a bilancio due plusvalenze importanti.
