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Musah: “Kessié? Un esempio, ma voglio fare meglio di lui!”

Musah - PHOTO CREDIT AC MILAN

Yunus Musah, centrocampista del Milan, è stato intervistato da DAZN per il format “1vs1”, in cui ha raccontato i suoi primi passi in rossonero svelando gli obiettivi personali e quelli della squadra per questo campionato. Queste le sue dichiarazioni:

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“Fare l’esordio a San Siro è stato bellissimo. Non c’ero mai stato, la Curva che ha cantato per tutta la partita mi ha emozionato molto. A volte nemmeno puoi sentire l’arbitro che fischia (per i cori, ndr)”

Sull’inizio di stagione e il derby: “Dopo una sconfitta del genere puoi fare due cose: piangere o reagire. Noi abbiamo deciso di reagire e lo abbiamo dimostrato sul campo. Dopo quella partita eravamo tutti arrabbiati, è sempre brutto perdere così, soprattutto nel derby. Il colpo è stato molto duro, ma motivante”

Sul paragone con Kessié: “L’ho guardato giocare anche quando era ancora al Milan, faceva molto bene. In Italia si gioca con la palla in avanti ed era molto bravo. Se voglio fare come lui? Sì, è un esempio, ma voglio fare anche di più.

Sugli obiettivi: “Vincere lo scudetto, ovviamente. Abbiamo tutte le carte in tavola per farlo e sarebbe bellissimo”

Sul mister: “Pioli mi ha aiutato a capire il sistema e il ruolo della mezzala, ogni giorno mi suggerisce altri dettagli e parliamo ogni volta dopo l’allenamento. Così facendo sicuramente mi aiuterà a migliorare.

Quale ruolo ti piace di più? “Giocare da mezzala mi piace di più, in quella zona di campo mi diverto di più”

Come fai a far tutto? “Penso che giocando nella mia carriera ho avuto momenti in cui per infortuni dei miei compagni gli altri allenatori mi hanno dato fiducia facendomi giocare in più zone del campo”

Chi è il dj della squadra? “Theo Hernandez, prima delle partite mette sempre “I’m Losing it” che ti carica (ride, ndr)

Lo stadio più bello in cui hai giocato? “San Siro!”

Il giocatore che ti ha messo più in difficoltà? “Toni Kroos”

L’avversario che vorresti sfidare? “Pogba!”

Se non avessi fatto il calciatore che lavoro avresti fatto? “Non c’è mai stato un piano B, forse il commesso come nello spot del Valencia (ride, ndr). Metà delle persone mi aveva riconosciuto”

Sull’atteggiamento: “Tutte le partite sono complicate, specialmente contro squadre in cui ci sono giocatori di alto livello e che sono molto famosi. Sono partite in cui tutti si aspettano molto”

Sul rapporto con Pulisic: “Molto bello avere Christian qua, ci conoscevamo già prima e per l’inizio è importante avere vicino qualcuno che conosci già. Vederlo giocare anche in settimana e non solo in Nazionale è molto bello, e lui sta affrontando queste partite alla grande”

In passato avete mai pensato di trovarvi insieme un giorno a giocare nel Milan? “Ci sono stati momenti in cui non eravamo ancora al Milan in cui abbiamo pensato che sarebbe stato bello giocare insieme in un grande club. Quando quest’estate è arrivato prima di lui di me e c’erano notizie anche per il mio trasferimento, ci scrivevamo sempre e lo aggiornavo sulla situazione. Alla fine era felice anche lui del mio arrivo, gli ho detto che avrei voluto ragigungerlo subito”

Sei il giocatore più giovane ad aver disputato 90 partite nella Liga spagnola, lo sapevi? “Onestamente no, ma penso ancora di avere 20 anni e che posso ancora migliorare. Ho avuto diverse esperienze e questo mi aiuterà al Milan. Ciò che ho imparato di più è la gestione della pressione”

Su Gattuso: “Non l’ho ancora sentito, forse ha cambiato numero (ride,ndr)

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