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Dicono che scommettere sia una malattia, ma è anche l’unica malattia dove puoi vincere un mucchio di soldi

“Sì, dicono che il gioco d’azzardo sia una malattia, ma è l’unica malattia dove puoi vincere un mucchio di soldi”. (Norm MacDonald)

Ci ha lasciato già due anni fa, ed oggi avrebbe compiuto sessantatré anni, quel Norm MacDonald a cui appartiene la citazione del titolo.

Uno dei comici più scomodi mai esistiti, con un umorismo nero nonché surreale davvero devastante, capace di infastidire l’intero mondo della televisione. Perse il suo ruolo più celebre nel Saturday Night Live a causa delle tantissime battute a punzecchiare OJ Simpson, un personaggio che trovava ipocrita. Sapeva che il capo del programma era in grandi rapporti di amicizia con Simpson, ma nulla poteva fermarlo, e pur di dire la “sua verità” venne licenziato. Da parte sua nessuna polemica.

Riuscì a sbugiardare The View, salotto buonista ed ai suoi occhi “falso”, parlando ininterrottamente dell’attore Bill Cosby (che verrà poi incriminato per reati sessuali ma che, all’epoca, veniva visto come un esempio luminoso) per imbarazzare le conduttrici. Tentarono di zittirlo per tutto il programma, lui non battè ciglio, e continuò la sua missione. Si ammalò di leucemia e nessuno se ne accorse, nemmeno quando si commosse davanti a Conan O’Brien. Non rivelò del suo problema nemmeno ai suoi familiari e, anzi, continuò ancora di più con il suo lavoro di comico: il suo unico desiderio, davvero, era di rendere la gente più felice. Fu la stessa leucemia che lo uccise dopo dieci anni, nell’incredulità generale. Intanto continuava ad esibirsi scherzando anche sul suo stato di salute (nessuno sapeva che stesse male sul serio).

MacDonald aveva il vizio del gioco d’azzardo ma riuscì sempre a “controllarsi”, senza mai crollare. Cercò sempre la propria fede e zittì in diretta televisiva un comico anti-cristiano: “La comicità è sorprendere, tu stai solo accontentando il pubblico“. Adorava lo sport e poi, più di tutto, faceva ridere, uscendo sempre fuori dagli schemi e dicendo quello che era “vietato”. Odiava il politically correct.

Insomma, a due anni dalla sua morte, il giorno del suo compleanno, in mezzo a tutta questa grossissima vicenda legata alle scommesse da parte dei calciatori, il suo punto di vista – da scommettitore – sarebbe stato davvero un punto in più. Sicuramente, avrebbe “sentito” sulla propria pelle qualcosa di questi scommettitori, o almeno presunti scommettitori. Probabilmente, almeno in attesa di capire se i vari Fagioli, Tonali e Zaniolo abbiano scommesso sulle loro rispettive squadre – fatto che per l’opinione pubblica avrebbe davvero dell’imperdonabile – Norm MacDonald avrebbe ribaltato il punto di vista, un po’ come sempre con il suo anti-humor.

In effetti, si nota, c’è questa sensazione che si fa largo. Diciamocela tutta, non c’è molto “dispiacere” per delle carriere potenzialmente spezzate, di giovani talenti italiani. Al contrario, c’è come un senso di rivalsa da parte di molti tifosi, disgustati. C’è anche la cultura dell’odio che si fa largo e che colpisce ancora Zaniolo, che conosce per la prima volta Fagioli e che punzecchia Sandro Tonali, che forse sono “più o meno” colpevoli. Forse “soltanto” ludopatici, forse sono meno, forse avranno scommesso sulle proprie squadre.

Comunque, MacDonald avrebbe riso, ma non tanto con il fine di giustificare qualcuno. Sicuramente, però, se ne sarebbe uscito con qualche battuta surreale, perché non avrebbe proprio capito come la gente, fanatici di sport, possano sentirsi ben gratificati per la malattia nel calcio italiano.

D’altra parte, anche lui che era fortunatissimo per lavoro e che non era mai stato capace di distruggere tutto, neanche lui avrebbe capito la superficialità di certi gesti. Ma non avrebbe capito, e forse ancora meno, quella gente che rappresenta la società. Quelli che stanno ad attendere ulteriori calciatori sul viale del fallimento. Senza un preciso scopo, se non l’autogratificazione.

Insomma, dovete amare Norm MacDonald. Lui era un ludopatico che ci manca tantissimo.

“Cambio canale sulla televisione ed ora è pieno di questi nuovi sport ed hanno tutti nomi strani, ad esempio ce ne è uno nuovo: si chiama “salto dalla scogliera”. Sapete, è difficile sapere chi è più bravo nel salto dalla scogliera. Ad esempio, vedi un ragazzo che si tuffa da una scogliera e poi ce ne è un altro, ma non puoi mai riuscire a capire chi è il migliore, sai? Non puoi mai dire chi è il migliore. Deve essere perché, infatti, ci sono solo due classificazioni in questo sport, nel salto dalla scogliera. C’è il “Grande campione” e poi, nell’altra categoria, la “Macchia sullo scoglio”. Sugli ultimi… questo è anche uno sport dove è davvero molto difficile rimontare”. (Norm MacDonald)

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