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Modulo e stile di allenamento: tutto ciò che non sapete su Oliver Glasner

Uno dei potenziali candidati per la panchina del Milan è senza dubbio Oliver Glasner, attuale tecnico del Crystal Palace dei sogni, capace di conquistare tre titoli in poco più di 365 giorni con un club che fino a quel momento non aveva praticamente mai vinto nella propria storia. La Gazzetta dello Sport ha voluto fare un quadro complessivo sul profilo del tecnico austriaco, dallo stile di gioco ad un paio di aneddoti curiosi e quasi drammatici sul suo passato.

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Glasner in carriera ha spesso adottato un 3-4-2-1 fluido, in grado di trasformarsi velocemente in un 4-4-2. Uno schema di gioco basato su verticalità, cross e duelli individuali. Uno dei suoi segreti più grandi dentro e fuori dal campo è l’empatia, grazie al quale riesce quasi sempre a legare con giocatori, giornalisti e tifosi. Al RedBull Salisburgo, quando era vice di Roger Schmidt, conosce Ralf Rangnick. Nel 2021 porta il Wolfsburg in Champions League, l’anno successivo conquista l’Europa League con l’Eintracht Francoforte. Nel febbraio 2024 sbarca in Inghiterra al Crystal Palace, il resto della storia è nota.

Per lui anche un aneddoto quasi tragico: nel 2011 Glasner era a fine carriera come calciatore e giocava nel Ried. La mattina prima della sfida contro il Brondby accusa un’improvvisa fitta alla testa, qualcosa di anomalo. La società lo porta di corsa in ospedale. La scelta è più che giusta, visto che Glasner aveva avuto un’emorragia cerebrale per cui fu operato d’urgenza, probabilmente il problema fu causato da qualche scontro in allenamento nei giorni precedenti. Tutto si risolse senza conseguenze per lui, ma solamente grazie al tempismo dell’equipe medica della formazione danese. Ovviamente si tratta di un ricordo molto delicata e di cui Glasner raramente parla in pubblico.

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