Pronti, via ed è subito polemica per un mancato calcio di rigore concesso al Milan nella prima giornata contro il Torino. Il tocco di braccio di Vlasic in area di rigore, non punito dall’arbitro, ha riacceso tutte le polemiche che si erano affievolite con il passare del tempo dalla fine della passata stagione. Ora ad Orsato, nuovo designatore arbitrale della Serie A e della Serie B, non resta che continuare ad utilizzare il pugno di ferro. Ammettere l’errore è giusto e necessario, ma rinnegare le proprie idee, che sono alla base dell’arbitraggio di questa stagione, no.
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Il giornalista Franco Ordine, su Il Giornale, si è espresso in modo netto e chiaro sulla questione. Queste le sue parole:
“Daniele Orsato, nuovo designatore nominato dopo la bufera di «arbitropoli» e l’uscita di scena di Gianluca Rocchi, l’ha detto e ripetuto un paio di volte. Il suo mantra è: poco var e zero accerchiamenti! L’ha spiegato anche agli allenatori in una riunione tecnica sull’argomento. È stato di parola, quindi: quest’anno si cambia rispetto alla discutibile linea guida del predecessore («meglio una revisione in più che una in meno»). L’utilizzo del var sarà sensibilmente ridotto per favorire le scelte dell’arbitro di campo ed evitare che la piega presa negli ultimi anni (molto criticata da Uefa, Rosetti, e dalla Fifa, Collina; ndr) trasformasse le partite in una edizione straordinaria della moviola. Il primo turno del campionato ha confermato la nuova tendenza.
Ma attenzione alle esagerazioni. Perché se, ad esempio, sull’azione del primo gol napoletano contro il Genoa, molto contestato da De Rossi, il designatore presente in tribuna a Marassi, ha fatto sapere di condividere l’operato di Di Bello, non è successo lo stesso dopo Torino-Milan. Nel caso di De Bruyne-Vasquez a decidere l’intensità di un contrasto è deputato l’arbitro e non certo il varista: è questa la linea di Orsato. Al var è stata concessa una sola chiamata: è accaduto per Venezia-Lecce (gol annullato alla squadra di Stroppa dopo un evidente tocco di mano).
Di diverso avviso invece la nuova squadra della Can è sul rigore di Torino-Milan (mano tesa di Vlasic sul cross di Cisse). Qui l’arbitro di campo, Zufferli ha concesso l’angolo, il varista Mazzoleni ha esaminato le immagini e confermato la decisione commettendo una forzatura. La chiave di lettura che viene data dalle parti di Orsato è la seguente: il fischietto friulano doveva accorgersi in diretta del penalty (giudizio negativo), Mazzoleni ha considerato il tocco di mano al limite della chiamata (mezza assoluzione). Intervento molto saggio in vista del futuro: perché se la Can avesse approvato la scelta di Zufferli e dello stesso varista avrebbe creato un precedente pericoloso. Il regolamento, in materia di tocco di mano in area, non è cambiato“
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