Il Milan si gioca tutto. Domani sera c’è l’appuntamento con la storia. Il risultato del derby d’andata, per onestà intellettuale, non lascia molte speranze. Ribaltare un 2-0 in semifinale di Champions League, per lo più contro l’alter ego cittadino, è una missione ai confini dell’impossibile. Crederci, però, è un obbligo. Il calcio, spesso, scrive storie epiche da tramandare ai posteri.
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Negli ultimi anni il massimo palcoscenico europeo ha regalato momenti leggendari. La rimonta della Roma contro il Barcellona nel 2018, la folle vittoria del Tottenham ad Amsterdam per 3-2 contro l’Ajax che è valsa la finale, il 4-0 con cui il Liverpool ha mandato all’inferno i blaugrana dopo aver perso 3-0 il primo duello in Spagna. Poi, chi meglio del Diavolo è consapevole di quanto crudele possa essere il pallone? Il 2005 lo ricordano tutti, le immagini di Istanbul sono ancora vivide. Un motivo in più per sognare e tornare sul luogo del delitto.
Certamente, le recenti prestazioni non rincuorano. L’assenza di Leao si è fatta sentire, ma non può valere come risposta alle difficoltà e allo spaesamento della squadra. Il Milan è stato irriconoscibile sia mercoledì che sabato. Le due sconfitte, per ora, più pesanti della stagione sono maturate senza mostrare idee e voglia di arrivare al risultato. Il tracollo di La Spezia, soprattutto, ha incrinato notevolmente le possibilità di qualificarsi alla prossima Champions League. Senza la coppa dalle grandi orecchie, per il club di via Aldo Rossi sarebbero guai, tanto d’immagine quanto puramente economici. Gli introiti della massima competizione europea per club sarebbero oro colato per la società e per il futuro mercato estivo.
I tifosi, ad ogni modo, sono compatti e uniti con la squadra. Lo ha dimostrato il confronto a partita finita contro lo Spezia, in cui la curva ha caricato il gruppo, replicando domenica mattina a Milanello, con cori e canti. Non tutti, però, sono concordi.

Giancarlo Padovan, infatti, nella sua rubrica “La sveglia” su Calciomercato.com, ha espresso il suo parere contrario, contestando l’accaduto:
“Il confronto tra tifosi e squadra non può non avere avuto un contenuto intimidatorio. A mia memoria, non ho mai visto un episodio del genere durante una trasferta, in cui uno parla e tutti annuiscono in silenzio. Ormai nulla mi sorprende più, ma vedere gli ultrà fare discorsi che spettano alla società è intollerabile“.
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