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Pausa e bilanci: stagioni a confronto e dati che devono far riflettere

Il gol al 92’ contro la Fiorentina ha il sapore della liberazione per questo Milan. Se per il tifoso una pausa di 52 giorni dal campionato regala un senso di smarrimento, per i rossoneri di Pioli è un qualcosa vicino alla manna dal cielo.

Numeri alla mano analizziamo il percorso di questo Milan nelle ultime due stagioni che sono valse un secondo e un primo posto.

Era legittimo aspettarsi una crescita e quel salto di qualità che ad oggi non c’è stato.

Dalla stagione post lockdown (2020/21) ad oggi, alla 15esima giornata, Tonali e compagni hanno sempre diminuito il proprio bottino di punti e i numeri in generale.

I dati

Stagione 2020/21: Milan primo in classifica con 37 punti seguito dall’Inter (36 punti) e Juventus (30 punti). Gol realizzati 34 mentre subiti 16.

Risultato finale: secondo posto

Stagione 2021/22: Milan secondo in classifica con 35 punti. Il primo posto (Napoli 36 punti) distante 1 punto. Al terzo l’Inter con 34 punti. Gol realizzati 33 mentre subiti 18.

Risultato finale: primo posto e vittoria dello scudetto

Stagione 2021/22: Milan secondo in classifica con 33 punti. Il primo posto (Napoli 41 punti) distante ben 8 punti. Al terzo la Juventus con 31 punti. Gol realizzati 29 mentre subiti 15.

I dati parlano chiaro. Negli ultimi tre campionati, in questo momento della stagione, il Milan è regredito. A prescindere dalla sua posizione in classifica, sempre tra il primo e il secondo posto, rispetto a due anni fa ha 4 punti in meno mentre la differenza dall’anno dello scudetto è di 2 punti.

Fatto salvo il miglioramento nella casella dei gol subiti, (15 gol rispetto ai 18 e 16 degli anni precedenti), il deficit offensivo rimane costante. I gol realizzati sono appena 29, 4 in meno alla stagione tricolore (33) e 5 in meno rispetto al campionato 2020/21 (34).

In tutto questo un dato è costante: gli infortunati. Sono tre stagioni che a metà campionato il Milan è per distacco la squadra più falcidiata dagli infortuni. Una costante preoccupante se si considera il logorio fisico dei “superstiti” costretti agli straordinari all’interno di un calendario fittissimo con conseguente flessione dei numeri.

Dati che non suonano come campanello d’allarme ma che sicuramente richiedono un’attenta e lucida riflessione su gestione e strategie attuate e quelle future.