Benjamin Pavard, terzino dell’Inter, ha parlato in una lunga intervista per Repubblica. Il francese ha parlato della sua carriera e della sua vita a 360°, commentando anche lo scudetto vinto dai nerazzurri proprio nel derby contro il Milan.
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Sul derby: “Se ho sentito Theo e Maignan in queste settimane? Prima della partita col Milan li avevo stuzzicati, dicendo loro che saremmo diventati campioni proprio contro di loro. Siamo amici, ma il derby è il derby e non si fanno sconti. In campo con Theo ci siamo affrontati, scontrati, anche spinti. L’esultanza dopo il tackle su Leao? Preferisco fare una bella scivolata che un gol. Per un difensore, un tackle può valere quanto una rete. E quello era il caso”.

Sulla festa scudetto Pavard ha dichiarato: “Avevo visto una cosa del genere a Stoccarda, per la promozione in Bundesliga. Al Bayern Monaco, meno. Poi c’è il Mondiale con la Francia. È stato incredibile, ma il pullman a Parigi viaggiava più spedito, non ci abbiamo messo otto ore come a Milano”
Su Simone Inzaghi: “Ci lascia molta libertà. Avevo già giocato in difese a tre, ma si trattava soprattutto di coprire. Qui è un continuo dai e vai. Dobbiamo salire, creare spazio, dialogare con il regista. La seconda stella è arrivata grazie al lavoro di tutti, ma è lui il mister. Il suo segreto è l’attenzione ai dettagli. Non sottovaluta niente. E la sua mentalità è condivisa da tutti alla Pinetina. Per questo stiamo così bene insieme. Tiene tantissimo a ogni particolare. Lo si capisce da come si agita in panchina. All’inizio lo guardavo con stupore, non avevo mai visto niente del genere. Poi ho capito. Anche dopo la vittoria del campionato, ci ha detto che è importante vincere le gare che restano”
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