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Pavlovic “consiglia” il Milan sul mercato: “Lui è il numero uno”

pavlović

Il rendimento di Strahinja Pavlovic è sicuramente una delle note più liete di questo avvio di stagione del Milan. Il serbo, a pochi giorni da Milan-Juve, si è raccontato ai microfoni di TuttoSport, parlando a 360° della sua esperienza al Milan, dall’impatto di Allegri al suo rendimento in campo, passando anche per un opinione su altri calciatori della Serie A.

Sugli attaccanti più difficili da marcare: “In questo campionato direi Lautaro e Thuram, ma ricordo ancora quanto è stato difficile marcare Giroud quando ho giocato contro il Milan in Champions”.

Sul derby con Vlahovic: “Si, si, noi due ci sentiamo sempre… Dusan è un mio grande amico e quasi tutti i giorni ci scriviamo o ci parliamo. Lui è un grande giocatore e una grande persona. Prima di venire al Milan gli avevo chiesto com’era l’Italia e ho fatto due chiacchiere sull’argomento pure con Milenkovic e Terzic, sa qui giocano tanti miei connazionali e questo mi piace molto”.

Su Vlahovic in scadenza: “Questa non è una domanda per me… Posso però dire che è un grande giocatore con tanta qualità: quando lui è in forma è il numero uno, il miglior attaccante del campionato e uno dei più bravi al mondo”.

Su come sia marcarlo: “Non è facile… Contro di lui ho giocato pure all’andata contro la Juve quando è entrato negli ultimi venti minuti”.

Sulla sua vena realizzativa e i quattro gol in campionato: “Pensi che da piccolo ci giocavo pure, in attacco. Come centravanti ma pure come numero dieci e questo mi aiuta nel muovermi in area di rigore… Magari potrei riprovarci nel campionato serbo, ma qui in Italia è troppo difficile”.

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Su come sia finito in difesa: “Prima mi hanno retrocesso a terzino, quindi centrale. All’inizio l’ho presa male, poi ho capito che era la mia strada”.

Sul suo gol più bello: “Il più bello quello contro il Torino, mentre il più importante è stato quello segnato a Cremona all’ultimo minuto: sembrava stregata”.

Sugli insegnamenti di Allegri: “A lui piace darmi questa libertà di andare avanti per aiutare in attacco: questa è sempre stata una mia caratteristica e mi piace sfruttarla, in più mi aiuta il fatto di giocare come “braccetto” nella difesa a tre: giocando a quattro sarebbe impossibile andare a fare quelle corse in avanti. Tutto questo piace un po’ meno a Mike che mi urla sempre “Pavlo basta, stai dietro“.

Sempre su Allegri: “Mi ha aiutato nella tattica, nel sapermi posizionare in campo e nel capire quali devono essere le giuste distanze tra noi in fase difensiva. Sono tutte piccole cose che però fanno la differenza e lui è un numero uno nell’insegnartele”.

Sulle differenze con il passato: “Rispetto all’anno scorso è cambiato il modo di stare in campo: ora tutti curano la fase difensiva e poi, allo stesso modo, attaccano in blocco”.

allegri
Allegri

Sul rapporto con Allegri: “A me sta molto simpatico e mi piace il fatto che ci tenga a parlare un po’ con tutti. Si vede che conosce come si costruisce un gruppo”.

Sul futuro di Allegri: “Si, lui è molto, molto importante per noi. Noi tutti siamo cresciuti con lui ed era soltanto il primo anno, avendo più tempo per lavorare, miglioreremo ancora”.

Su Modric: “Si impara tutto. Lui è un esempio in tutto ciò che fa: nella vita privata e sul campo”.

Sul compagno che lo fa arrabbiare: “Negli ultimi due-tre mesi Odogu, lui sa perché anche se è un grande amico, ma sono cose nostre”.

La sfida con la Juve mette paura: “Paura no, ma abbiamo grande rispetto per loro. Sappiamo cosa dobbiamo fare per affrontarli, vediamo cosa accadrà”.

Sulle difficoltà contro le piccole: “Credo sia stato un problema di mentalità. Questo era soltanto il primo anno di Allegri e ci serve ancora del tempo per crescere. Però le basi ci sono, visto che in questo Milan ci sono tanti buoni giocatori di qualità”.

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