Dopo 15 anni con la maglietta del Barcellona, nel 2023, Gerard Piqué ha appeso ufficialmente gli scarpini al chiodo. La sua figura nei Blaugrana è stato simbolo di attaccamento alla maglia, ciò che nel calcio moderno sta venendo a mancare. Una di quelle bandiere che vivono per i colori per cui giocano, senza prendere in considerazioni ulteriori offerte che potrebbero risultare anche più convenienti dell’attuale.
Alto 194 cm ha giocato come difensore centrale, nonostante potesse schierarsi anche mediano, ruolo originario ai tempi del Manchester United. Buona tecnica e un fisico imponente, un mix perfetto che gli ha permesso di diventare un ottimo colpitore di testa sia nei duelli aerei difensivi, sia sui calci piazzati a favore della sua squadra. Il fondatore della Kings League vanta un palmarès invidiato da qualsiasi giocatore di calcio: nel corso delle sue 397 partite con la maglia del Barcellona ha vinto: 9 volte LaLiga, 3 volte la Champions League, 3 volte la Coppa del Mondo per club, 3 volte la UEFA-Supercoppa, 7 volte la Coppa Spagnola e 6 volte la Supercoppa Spagnola.
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Intervistato dal Corriere dello Sport, Gerard Piqué ha spiegato la differenza tra il Barcellona e qualsiasi altro club di prestigio, tra cui il Milan. Le sue parole: “Il Barcellona è un club a parte. Molto diverso da tutti gli altri club del mondo, e non solo perché la proprietà è divisa per 140mila, i soci. Milan, Inter, Juve, United, Chelsea, City, PSG o Bayern appartengono solo virtualmente ai tifosi, il Barcellona invece quasi fisicamente. L’obiettivo di tutti noi è mantenere questa unicità, nonostante in questo periodo non ce la passiamo bene finanziariamente, e trasmettere il senso di appartenenza”.
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