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Pulisic a cuore aperto: “Un onore essere al Milan! Questo il mio rapporto con i tifosi”

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Christian Pulisic

a meno di clamorose decisioni, resterà ancora al Milan nella prossima stagione e sarà uno dei leader che dovrà guidare il gruppo a risollevarsi dopo la pessima stagione appena passata. Lo statunitense ha rilasciato una lunga intervista sul canale YouTube della Lega Serie A dove ha toccato vari temi tra cui la sua crescita a livello calcistico e altri temi molto più personali.

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Pulisic
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Queste le sue dichiarazioni:

La sua esperienza in Italia: “Per me è molto rilassante. Penso che gli italiani amino godersi la vita. Tutto quanto… Che si tratti del cibo, che si tratti di… Non so come spiegarlo. Semplicemente divertirsi e godersi la vita. Questo mi piace delle persone qui, e anche la passione per il gioco, per il calcio, in questo paese è davvero pazzesca. Soprattutto a Milano”.

Momenti speciali: Sì, ci sono stati molti momenti speciali. Per esempio quando alcuni dei miei migliori amici della mia città natale vengono a visitarmi e posso vederli e mostrargli la mia nuova casa (San Siro, ndr)”.

Rapporto con i tifosi in città: Ovunque vada c’è chi mi ama o mi odia perché è un tifoso dell’Inter. Quindi è una cosa piuttosto bella, veramente speciale”.

La sensazione di segnare a San Siro: “È la parte migliore”.

Sulle sue origini europee: Sono molto orgoglioso delle origini della mia famiglia, con il lato croato da parte di mio nonno e mia nonna, con un po’ di sangue italiano. Ne sono sempre stato orgoglioso. Sono cresciuto tutta la vita in America, quindi sicuramente mi sento per gran parte americano, ma sono sempre molto fiero di parlarne”.

Sull’essere idolo per gli americani: “Cerco solo di fare sempre del mio meglio. Cerco di rappresentare il mio paese. Non sento troppa pressione dagli americani, non sento di dover essere così tanto un simbolo. Do semplicemente sempre il massimo, penso che sarà sufficiente per la gente. E spero di poter ispirare qualche bambino a casa che guarda”.

Che modello vuoi essere? “Una delle ragioni per cui ho iniziato ad amare il calcio e diventare un buon giocatore è perché dopo la scuola andavo subito al campetto e giocavo tutto il giorno. Quando dai ai bambini l’opportunità di fare questo magari si innamoreranno del gioco e svilupperanno una passione proprio come è successo a me. Quindi il calcio sta crescendo molto in America. Vorrei essere visto come un leader, un esempio. Non è solo quello che faccio con la nazionale ma quello che faccio ogni giorno e come mi comporto col mio club.

La gente lo guarda e spero che dicano: “Sai che c’è? Guarda questo ragazzo. È sul pezzo, sta giocando bene”. Spero che la gente lo veda e ne tragga ispirazione. Anche altri giocatori della nazionale, quando li vedo giocare bene in Europa mi ispira a spingermi ancora oltre. Anche per i bambini a casa che guardano, crescono e mi guardano per trovare ispirazione”.

Pulisic
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I “Pulisic Stomping Grounds”? “I “Pulisic Stomping Grounds” sono nati lavorando anche con Puma per dare ai bambini un’opportunità, a chi magari non ha una struttura o un campo dove giocare, o alcun tipo di allenatore o supporto. E ora speriamo di poter offrire questo per permettere loro semplicemente di giocare”.

Sull’importanza dell’allenamento: L’ambiente è la cosa più importante. È qui che passo la maggior parte del mio tempo, al campo di allenamento. È qui che bisogna migliorare, imparare a conoscere il gioco, imparare a conoscere gli avversari. Cercare di diventare la miglior versione di se stessi ogni singolo giorno”.

Sull’accoglienza a Milano: Tutti a Milano mi hanno fatto sentire molto benvenuto. Tutti: gli allenatori, lo staff, la dirigenza, i tifosi, che sono la cosa più importante. Come potrei dimenticarli? Penso che dalla prima partita mi abbiano dato quel supporto e ho l’opportunità di giocare a San Siro… Segnare alla mia prima partita è stato un inizio incredibile che mi ha dato molta fiducia per il futuro”.

La lettura ti piace? Leggo sempre un libro prima di andare a dormire. Ho appena finito di leggere la saga di Harry Potter. È stata una faticaccia, ho dovuto dedicare tanto tempo a leggere questi libri ma mi sono piaciuti molto”.

Sul rapporto con il calcio: Il calcio è parte fondamentale della mia vita, è un gioco che amo. A volte può metterti sotto pressione, a volte può farti sentire la persona più felice al mondo. Ma fa parte della mia vita e penso che sarà sempre così”.

Sul Pulisic non giocatore: “Molto semplice. Mi piace rilassarmi e stare a casa. Ho degli hobby, ovviamente. Amo giocare a scacchi, ci gioco ogni giorno. Credo di essere il miglior giocatore di biliardo del mondo (ride, ndr). Di solito sono terribile”.

Sulla stagione passata: Anche in questa stagione abbiamo vissuto grandi momenti come la vittoria della Supercoppa ma anche momenti molto difficili. Penso che sia importante staccare un po’ dal calcio e assicurarsi di avere ancora una vita personale e stare con la testa a posto. Poi devi solo continuare a dare il massimo ogni giorno. Ci saranno sempre alti e bassi nella mia carriera, così come nella carriera di tutti. Non sarà tutto perfetto. Quindi bisogna solo restare calmi, mai esaltarsi troppo e mai abbattersi troppo”.

L’importanza di saper staccare: Faccio tutto il possibile e lavoro sodo quando è il momento di concentrarmi sul calcio e sul mio lavoro. Ma appena torno a casa mi viene facile lasciare tutto da parte e concentrarmi sulla mia famiglia e i miei amici: è la cosa più importante quando sono a casa”.

La tua famiglia che rapporto ha col calcio? La mia famiglia è stata molto importante nella mia carriera calcistica, ovviamente. Entrambi i miei genitori hanno giocato a calcio. Mio padre mi ha sempre sostenuto ed è stato il mio allenatore da piccolo. Mi portava a tutte le partite, mi dava sempre consigli. Mi conoscono molto bene, mi hanno fatto innamorare del calcio: giocavamo sempre a pallone in famiglia a casa e in giardino”.

Pulisic
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La cosa importante da calciatore: “Per me, come giocatore, una delle cose più importanti è sentirsi bene e a proprio agio, sentendo la fiducia dell’allenatore, dei compagni di squadra, dei tifosi e di tutti. Se succede giocherai con la massima fiducia quando scendi in campo sapendo di essere la migliore versione di te stesso”.

Come vedi ora il tuo trasferimento in Italia?: “Il mio trasferimento al Milan è stato molto importante per me. Un grande passo nella mia carriera. Indossare la maglia del Milan è incredibile. Ovviamente, per la storia di questo club. Ci sono stati giocatori leggendari, squadre leggendarie. Quindi è davvero un onore per me ogni volta che posso indossare la maglia del Milan”.

Come si stava a Londra?: A Londra mi sono trovato bene ma per fare il passo successivo dovevo trovare un grande club che mi volesse davvero e che mi ha dato subito l’opportunità appena arrivato. È stato davvero un passo incredibile nella mia carriera”.

Sulla Serie A: La Serie A è un gran campionato. Pazzesco, hai una grande sfida ogni settimana, sia che giochi contro un blocco basso o a uomo contro uomo. È un modo davvero divertente di giocare”.

Sul rapporto con i tifosi del Milan: È difficile per i tifosi conoscere davvero i giocatori. Nessuno conoscerà davvero il mio carattere fuori dal campo ma sai, la mia intenzione è che loro vedano cosa do in campo e come gioco con il cuore ogni volta che scendo in campo e do il massimo e combatto per i loro colori. Spero che la gente lo capisca perché questo club mi ha dato tutto e gliene sono estremamente grato. Voglio solo essere ricordato come qualcuno che ha dato il 100% ogni singola volta che è sceso in campo”.

Un consiglio ai giovani: “Esci dalla tua zona di comfort se vuoi davvero salire di livello. Devi fare cose che tante persone non sono disposte a fare. Se vuoi davvero arrivare in alto devi lavorare più duramente degli altri”.

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