A proposito di Pulisic.
Di sicuro essere puliti non è mai stato importante come in questo periodo storico con il Covid. E poi è difficile essere una persona gradevole senza l’igiene della propria persona.
Comunque, sono sicuro che anche nel calcio sia molto importante essere puliti tra i reparti, cioè fluidi nella manovra. È importante tra i requisiti di una buona squadra, e probabilmente è più importante del possesso palla e degli expected goals e di tantissime statistiche diverse. Arrivare in porta regolarmente, con combinazioni e meccanismi puliti, è davvero importante per una squadra che punta al vertice, insomma.
Comunque, il Milan del derby era sembrato avere proprio questi interrogativi innegabili. Problemi evidenti a far circolare la palla, poche soluzioni e poche idee per spezzare il gioco e rompere gli equilibri. In tutta sincerità, con la manovra a volte succedeva un po’ come quando giochi a scacchi e muovi il re avanti e poi lo fai tornare indietro e fai così tante volte, perché hai già perso, quella sera.
Uscire da quella situazione psicologica, nonostante i risultati comunque molto positivi, non è stato semplice. Ma il Diavolo post-derby, gara dopo gara, sembra davvero essere capace di aggiungere qualcosa a livello creativo ogni volta. In un senso burtoniano, in cui il Joker di Nicholson ammetteva: “Non possiamo paragonarci agli altri perché noi siamo qualcosa di più, siamo artisti”, ecco, lì c’è tutto il Milan che deve proprio creare e puntare la porta, e con tutte le stravaganze da top club.
Perché una squadra bloccata difficilmente vince, e generalmente nemmeno pareggia.
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In ordine, in campionato, c’è stata una lenta progressione del gioco: Verona, Cagliari, Lazio. Evidentemente ci sono state alcune piacevoli scoperte, ed ognuno ha aumentato il proprio raggio, turno dopo turno. I vari Reijnders, Leao e Pulisic ad esempio, sono apparsi in crescendo di partita in partita. Eppure, tra i due esterni titolari si deve notare una differenza sostanziale nelle ultime giornate.
Leao, sempre più giocatore da “lampi” decisivi, pesante sul risultato e più da “sprazzi” nella gara. Sicuramente, al Milan basta un Leao che fa vincere le partite, come è stato ad esempio con la Lazio. Però, allo stesso tempo, il portoghese ha contribuito meno di Pulisic al possesso palla e alla creazione di una grossa quantità di palle gol.
Perché Pulisic non sarà come Leao o Theo Hernandez, capaci di smarcarsi virtuosamente delle squadre intere in situazioni molto particolari, ma sembra davvero essere un tassello fondamentale per il gioco del Milan contro difese più schierate. Probabilmente è tra i calciatori più propositivi visti di recente nel Milan, sempre capace di smarcarsi senza palla, con ambizioni verso l’interno o l’esterno del campo. Cambia poco.
Continuamente pronto a muovere la palla, a chiedere e a chiudere scambi, a ripulire l’azione in palleggio. Sempre guardando la porta nella direzione corretta, con rapidità e senza mai risultare anarchico. Semplicemente, Pulisic rappresenta una soluzione diversa e più razionale, molto vivace e sempre pronta a coinvolgere i compagni ed a creare. Anche contro squadre chiuse.
Davvero, Pulisic si libera alla grande, con grande continuità, e forse ne sentiremo parlare ben di più, prossimamente.
Il Milan continua da qui, e non solo, ma anche da qui. Poi, in più, può prescindere dall’ordine e dalle geometrie di Adli con la palla, da Musah che accelera e può portare palla con grande varietà di movimenti e da Okafor che, sicuramente deve ancora scoprirsi su questo lato, ma può essere un elemento ulteriore per la circolazione della palla. Però lo svizzero è un’altra arma, nuova, a partita in corsa.
Dunque, aggiungono molte soluzioni con la palla tra i piedi, per uscirsene contro quelle solite squadre serrate.
Certamente, c’è un Milan che progressivamente ha aumentato la qualità del proprio palleggio e che si muove e che entra in area, meglio. Almeno nelle ultime tre uscite di campionato, dove è stato tutto molto in crescendo, in quanto ad idee.
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