Quella appena trascorsa non è stata una semplice estate di mercato per il Milan, ma una vera e propria ripartenza. Dopo una stagione giudicata deludente dalla proprietà, RedBird ha scelto di cambiare radicalmente il volto del club, rivoluzionando l’area sportiva e salutando figure come Giorgio Furlani, Igli Tare, Geoffrey Moncada e Massimiliano Allegri. La svolta, però, riguarda soprattutto il ruolo della proprietà, ora molto più presente e coinvolta nelle decisioni strategiche. In questo nuovo assetto spunta anche la figura di Zlatan Ibrahimovic.
A fare chiarezza ci ha pensato il giornalista Marco Pasotto sulle colonne de La Gazzetta dello Sport:
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“Il 14 settembre è ricomparso a Milanello, all’antivigilia della sfida col Benfica, dopo sei mesi lungo i quali non aveva più rimesso piede nel centro sportivo rossonero. Nonostante il burrascoso finale di stagione, nonostante il suo ascendente sui giocatori, nonostante tutto. Si può discutere all’infinito sull’opportunità di alcune scelte fatte da Ibra, si può anche aggiungere che magari sarebbe stato meglio prendere altre decisioni, ma in termini pratici lui si è sempre mosso nell’ambito delle facoltà, delle consegne e della libertà concordata con Cardinale. Lo hanno detto entrambi pubblicamente: uno vuole continuare a “fare l’Ibra” anche nel nuovo ruolo (che ormai non è più così nuovo), l’altro esige che Ibra continui a fare l’Ibra.
Pur restando i suoi occhi di fiducia sul mondo rossonero. Non è casuale che Zlatan, nell’ambito di un periodo in cui Cardinale sta frequentando Milano e il Milan con grande assiduità, si sia presentato a Milanello proprio in uno dei pochi momenti in cui il grande capo era impossibilitato a palesarsi. Zlatan lavora dietro le quinte, spiega a Gerry le dinamiche del calcio europeo, ha partecipato anche a riunioni strategiche prima per il casting sul direttore sportivo e poi per quello sull’allenatore, ma non si occupa di quotidianità. Né di campo. Anche perché in tal caso è facile presumere che con Amorim, molto geloso del suo ruolo e della sua autonomia, non finirebbe benissimo”.
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