“Ci hanno sputati e lanciato bevande con la propria urina addosso” – così FM e ADM, due tifosi rossoneri intervenuti in esclusiva ai nostri microfoni, che ci hanno raccontato uno spiacevole retroscena della partita tra Milan e PSG dello scorso martedì a San Siro.
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FM e ADM hanno infatti spiegato che durante tutto il match i tifosi del PSG, ospitati al terzo anello verde, hanno ripetutamente lanciato oggetti di vario tipo verso l’anello sottostante, il secondo verde, dove erano presenti tanti altri sostenitori del Milan. “Prima di entrare allo stadio la situazione era molto tranquilla, una volta dentro, a pochi minuti dal fischio d’inizio, sono entrati i tifosi parigini più agguerriti. Sin da subito hanno iniziato a sputare e buttare di tutto e di più, tra cui bicchieri con bevande, bottiglie e tanto altro. Io ho dovuto perfino lavare la giacca che indossavo perché puzzava di urina” – ammette FM.
Poi aggiunge: “Non ho potuto vedere il gol di Giroud perché stavano lanciando troppe cose e mi sono dovuto allontanare. Tra l’altro, se si vedono le immagini a dieci/quindici minuti dalla fine, si può notare che le persone nel secondo anello verde si sono allargate creando così un buco per salvaguardarsi”.
C’è stato un momento in particolare in cui i lanci si sono intensificati? “Quando lo stadio intonava i cori contro Donnarumma lanciavano diverse cose, così come per tutta la partita. Il match è durato 97 minuti? Per tutti i 97 minuti ci sono stati lanci. Da quello che mi hanno riferito – e che non ho visto con i miei occhi – al secondo rosso è stato lanciato anche un bidone della birra alla spina”.
Qualcuno è rimasto ferito? “Ho visto un ragazzo scendere dalla tribuna per farsi medicare alla testa da un altro ragazzo. Non so con certezza se sia stato a causa di qualcosa lanciata dagli ospiti parigini, ma ho notato questo”.
Una volta finita la partita siete usciti dallo stadio con tranquillità? “Sì, fuori lo stadio c’era un clima sereno. Quello che vorrei è vedere una partita con tranquillità, soprattutto per chi non è di Milano. Se dovesse capitare un’altra partita con tifosi scalmanati come quelli del PSG non andrei al secondo verde, preferirei andare in un altro settore e godermi a pieno la partita. Quando noi italiani andiamo all’estero veniamo controllati – com’è giusto che sia – da testa a piedi, perché non viene fatto lo stesso con loro? Hanno portato dentro di tutto e di più: tamburi, fumogeni e aste delle bandiere. Se una famiglia è costretta a vedere una partita in queste condizioni se ne scappa dallo stadio”.

Questo invece il racconto di ADM, il secondo tifoso intervenuto ai nostri microfoni, anche lui presente al secondo verde:
“I lanci si sono intensificati a fine primo tempo, quando magari i tifosi del PSG avevano capito che il Milan potesse rimontare la partita. All’inizio della ripresa hanno cominciato a buttare giù di tutto e di più, dalle aste delle bandiere alle bottiglie con dentro chissà che cosa, come liquidi corporei. Le persone che sono state colpite – per fortuna io non ho ricevuto niente, solo schizzi – si sono poi allontanate creando uno spazio vuoto per evitare che cadesse altro addosso. Ci siamo dovuti spostare tutti quanti”.
Quale momento ti è rimasto più impresso? “Mi è dispiaciuto molto per gli steward, la maggior parte erano donne e ragazzi. Come si è potuto pensare che loro potessero tenere a bada tifosi così pericolosi? Era necessaria la forza dell’ordine, che onestamente non ho visto. Non so se c’è stato qualche ferito, ma vista la situazione poteva benissimo esserci. Anche una banale bottiglietta d’acqua mezza piena o piena lanciata dall’alto con una certa velocità può fare molto male, è una questione di fisica”.
AGM poi ammette: “Io quando prendo parte ad un evento vorrei vedere la gente tranquilla. Che si vinca o si perda, allo stadio deve esserci una certa serenità”.
I due, nonostante lo spiacevole inconveniente, non hanno nascosto il loro amore verso i colori rossoneri: “Almeno abbiamo visto una partita epica di Champions, era da diverso tempo che il Milan non giocava una partita a questo livello e ne siamo felici”.
A cura di Giada Bruno
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