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Ricorso contro la vendita di San Siro: ecco cosa sta succedendo

San Siro

Nella notte tra il 29 e il 30 settembre è stata approvata la delibera per la cessione di San Siro a Milan e Inter. Secondo quanto concordato i lavori dovrebbero iniziare a metà 2027. L’obiettivo è di portarli a termine entro il 2031, così da aver lo stadio pronto per gli Europei del 2032. Purtroppo, però, è in arrivo un ricorso. Come riportato da Calcio e Finanza, i moventi di tale azione sono l’associazione Gruppo Verde San Siro e oltre un centinaio di abitanti della zona, assistiti dagli avvocati Stefano Nespor e Federico Boezio.

Niente mezzi termini, si chiede l’annullamento immediato

Al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia è stata presentata un’istanza per chiedere l’annullamento della delibera del 29 settembre 2025. Con quel provvedimento il Consiglio Comunale aveva approvato la vendita dell’area di San Siro, che include anche lo stadio Giuseppe Meazza. Il ricorso chiede inoltre di sospendere subito gli effetti della delibera, per evitare che il contratto di cessione venga firmato prima della decisione del TAR.

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Nei prossimi giorni, dopo la raccolta delle deleghe di altri residenti, il ricorso sarà notificato ufficialmente. La richiesta riguarda l’annullamento della delibera e di tutti gli atti collegati. Nel documento compaiono numerosi motivi aggiuntivi, tra cui le presunte irregolarità nell’iter di approvazione e le violazioni delle norme ambientali. Si dovrà vedere ora quali conseguenze avrà il ricorso. Ad oggi, i tempi sono già stretti, il rischio, se dovessero essere allungati, è che il nuovo stadio non sia pronto per gli Europei del 2032.

Senza un nuovo impianto Milano non ospiterà la competizione europea. La UEFA non ritiene infatti idoneo San Siro. L’auspicio è che il nuovo stadio possa essere presto costruito. A livello di impianti l’Italia è parecchio indietro rispetto ad altri paesi europei. Non muoversi rapidamente potrebbe rappresentare un rischio per il nostro calcio.

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