Intervenuto sulle colonne de “La Gazzetta dello Sport”, Arrigo Sacchi ha commentato così la prestazione del Milan contro il Cagliari:
“Qual è la reale versione del Milan? La mia impressione è che la verità, come spesso accade, stia nel mezzo. E cioè: il Milan non è ancora la squadra scintillante che ha messo ko in casa loro i Blancos del mio amico Ancelotti, ma non è nemmeno quella approssimativa che ha subito tre gol a Cagliari. Si tratta di avere pazienza, che è purtroppo merce rara nel mondo del calcio.
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A Cagliari mi hanno dato fastidio le disattenzioni in fase difensiva. Il che non significa dare la colpa soltanto ai difensori, o addirittura a uno di essi, perché in Italia siamo bravissimi a cercare un solo colpevole anche in uno sport di squadra com’è il calcio. Qui parlo di fase difensiva, quindi di applicazione da parte di tutti di determinati concetti. Il Milan, a Cagliari, contro una squadra dai valori tecnici decisamente inferiori rispetto a quelli del Real Madrid, ha fatto un passo indietro. Incomprensibile? No, direi che rientra in un normale percorso di crescita“.
Sacchi si è poi soffermato sulla scelta dei calciatori acquistati nel corso dell’ultima sessione di calciomercato:

“Poniamoci una domanda: tutti i giocatori a disposizione di Fonseca sono stati scelti dall’allenatore oppure lui li ha “accettati” e adesso deve gestirli? Se, come credo, la seconda ipotesi è quella più vicina alla verità, l’errore sta nel modus operandi. La società deve scegliere l’allenatore e l’allenatore deve scegliere i giocatori. Questo è il percorso per arrivare lontano.
Berlusconi non mi ha mai imposto un giocatore che io non desideravo, e quando ci ha provato, ad esempio con l’argentino Borghi, ho detto chiaro e tondo che non lo volevo e lui ha capito. La chiarezza sul campo, in termini di azioni e di gioco, è sempre figlia della chiarezza all’interno della società e nei rapporti tra le persone“.
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