Arrigo Sacchi
, ex ct dell’Italia ed ex allenatore del Milan, ha commentato su La Gazzetta dello Sport quello che sta succedendo in Nazionale:
”C’è materia per scrivere un romanzo, che per adesso, purtroppo, non sarebbe a lieto fine. Mi è difficile commentare la decisione di mandare via Spalletti. Lo ritengo un ottimo allenatore, e non cambio idea soltanto perché alla guida dell’Italia non ha incantato. Il problema è che in Nazionale non ha potuto lavorare com’è sempre stato abituato a fare, tutti i giorni al campo, in costante contatto con i giocatori. Alla lunga questo lo ha penalizzato. E poi non è certo stato aiutato dalle scelte dei club che puntano su calciatori stranieri e non valorizzano gli italiani. Dove vai, se i giocatori non li hai?”
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Poi prosegue: “Giusto sottolineare le sue responsabilità, perché è il comandante della nave. A Oslo ha presentato una squadra senza carattere, senza grinta, molle, apatica, senza idee. Ma resto convinto che in Italia si debba fare un salto culturale per avere una Nazionale di alto livello. Se non siamo andati per due volte consecutive al Mondiale e adesso rischiamo di non andarci per la terza volta, ci saranno ragioni profonde, no? […] Sempre responsabilità dei commissari tecnici, o forse bisogna rivedere qualcosa nell’organizzazione generale del calcio italiano? […]”.
Sacchi su Modric
E su Modric: “Però qui la mossa per dare una svegliata a tutto l’ambiente non era certo l’acquisto di Modric. Lui è un professionista molto serio, perlomeno così me lo ha sempre descritto Ancelotti, molto affidabile, pronto a sacrificarsi per i compagni, a prenderli sotto la sua ala per farli crescere. E questo ruolo, a mio avviso, può coprirlo benissimo. Però non può essere la stella che il Milan prende per avviare una nuova avventura dopo tutto quello che è successo. Sennò è inutile che ci riempiamo la bocca con i discorsi sui giovani, sui talenti da coltivare, sulla velocità che dev’essere aumentata in tutte le squadre italiane per arrivare agli standard europei. Il Milan, per fare una bella cosa, deve mettere il gioco al centro del progetto, e quando c’è il gioco tutto viene di conseguenza. Modric, in questo disegno, può essere utile, ma non può rappresentare l’elemento imprescindibile. Una volta giocherà mezz’ora, un’altra volta farà un tempo, un’altra ancora partirà dall’inizio e poi, magari, verrà sostituito, ma stiamo sempre parlando di un calciatore che va gestito.
Credo che questa mossa della società sia stata concordata con Allegri, o perlomeno mi auguro che sia così. Ecco, bisognerebbe essere nella testa dell’allenatore per sapere come intende utilizzare Modric. Magari Allegri ci ha riflettuto sopra e ha già la soluzione pronta, e quella soluzione alla lunga si rivela positiva. Io, comunque, quando allenavo, ho sempre chiesto ai miei dirigenti che mi comprassero giocatori giovani, freschi, pieni di entusiasmo, che avessero voglia di arrivare e non che fossero già arrivati o che fossero addirittura al tramonto. Non vorrei che l’operazione Modric fosse la classica operazione-figurina, perché il Milan di tutto ha bisogno tranne che di questo. Tra l’altro il croato parteciperà al Mondiale per Club con il Real Madrid che si concluderà a metà luglio, dunque arriverà in Italia all’inizio di agosto e avrà poco tempo per fare la preparazione e conoscere il nuovo ambiente. Ripeto: sono molto perplesso”.
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