Nella giornata di oggi, Matteo Salvini, non solo ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ma anche noto tifoso dei colori rossoneri, ha rilasciato alcune dichiarazioni su Telelombardia in merito alle recenti prospettive sorte intorno al Milan, in seguito all’addio di Pioli. Salvini ha annunciato di essere preoccupato per l’imminente futuro rossonero ma ha, inoltre, lasciato alcuni commenti sui protagonisti dell’estate milanista. Tra i tanti temi, la stagione appena terminata di campionato, i cambi in panchina e la nuova dirigenza del Milan, ma anche Ibrahimovic e Rafael Leao. Queste, in seguito, le parole da parte del vicepremier.
Sulla stagione appena terminata:
“Speriamo in un futuro migliore, perché ora sei derby persi sono davvero pesanti. Poi è anche vero che l’Inter quest’anno era fortissima, ma quello che mi ha lasciato l’amaro in bocca del Milan di quest’anno è il bel gioco: quest’anno a San Siro di belle partite, di buone prestazioni, faccio fatica a trovarne. Ci sta di perdere, ma con un’idea e con un modulo, comunque con uno schema o una speranza. Speriamo che, al di là di chi sarà l’allenatore che poi io non ho mica capito chi sarà, speriamo che si giochi meglio. Pioli va solo ringraziato perché ci ha fatto vincere uno scudetto impensabile, vediamo se migliorerà il gioco in campo”.
Sul cambio in panchina con Fonseca favorito:
“Fonseca non lo conosco, leggo i giornali e vedo le trasmissioni. Non lo voglio bocciare prima di aver capito cosa vuole fare. Certamente, da milanista io sto soffrendo quella che è un’apparente confusione, perché davvero non so quanti nomi sono usciti in questi mesi. Speriamo che sia la volta buona perché immagino che l’allenatore venga scelto in base all’idea di squadra. Per il gioco e per il mercato, perché ormai siamo a giugno. Vedo Inter, Juventus e Napoli che si stanno già attrezzando e sistemando, speriamo che la dirigenza del Milan abbia ben chiaro dove vuole andare”.
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Sull’opzione Antonio Conte:
“Sicuramente il curriculum di Antonio Conte è tanta roba, ma mi dicono che con lui i giocatori faticherebbero troppo rischiando lo stress. Ho capito, ma sarebbe il loro mestiere di allenarsi e giocare. Io sono sicuro che i dirigenti del Milan sappiano di cosa c’è bisogno, e spero che anche mio figlio possa riuscire a vedere qualche vittoria”.
Su Ibrahimovic e Leao:
“Ibrahimovic in società e Leao in campo sono due grandi, a modo loro, ma due grandi. Però poi la differenza la fa la squadra. Alla fine, uno può essere un genio e un grande singolo, ma se non hai una squadra e un’idea di sacrificio comune non vai da nessuna parte”.
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