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Terza maglia del Milan? Salvini non ci sta: l’attacco è duro

Salvini

Dopo la brutta sconfitta contro l’Inter per 5-1, destinata a entrare nella storia, e lo sfortunato pareggio europeo in Champions League contro il Newcastle per 0-0, il Milan era chiamato a rialzarsi e rispondere presente in campionato. L’obiettivo era uno solo: vincere. Per tanti motivi. Innanzitutto per tornare a raccogliere i tre punti e non perdere di vista i nerazzurri, capolisti, poi per il morale. Ne avevano bisogno tifosi, giocatori, allenatore e, più in generale, il club. Un 1-0 raccolto con il minimo sforzo, senza sfondare ulteriormente e mostrando ancora segnali preoccupanti davanti. Il Milan fatica a segnare. Un punto su cui Pioli dovrà lavorare tanto per allontanare critiche e dubbi, anche di Matteo Salvini.

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Salvini, deputato della Lega e tifoso del Diavolo, non ha perso l’occasione per commentare la partita, dando pieno sfogo ai suoi dubbi relativi alla prestazione, ritenuta non all’altezza, ma soprattutto alla terza maglia, vista e concepita come distante anni luce dal mondo rossonero.

“Buone notizie: i 3 punti. Cattive notizie: tutto il resto. Dalla maglia (inguardabile, ridateci i nostri colori) al gioco (inesistente). Sempre e comunque forza Diavolo!”.

Un dibattito aperto che divide i tifosi. Chi apprezza e ammira la nuova divisa e chi la denigra, considerandola inadatta. A prescindere dai gusti, al centro dell’attenzione e del discorso dovrebbero risaltare due punti. Il primo è il messaggio veicolato dalla maglia, un invito all’inclusività. Il secondo, i dati statistici. Il Third kit 2023-2024 ha fatto registrare un aumento delle vendite del 181% rispetto a quello dell’anno scorso, del 325% paragonato al 2021-2022 e addirittura del 3818% al 2020-2021.

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