Il presidente del Milan, Paolo Scaroni, si è espresso così ai microfoni di DAZN sul tema concernente il nuovo stadio in condivisione con l’Inter. Queste le sue dichiarazioni:
“Siamo tutti davvero affezionati a San Siro e si vedono bene le partite. Non c’è dubbio. Tutto il resto non funziona: l’accessibilità, la sostenibilità, gli spazi dedicati, il comfort, la sicurezza. Non funzionano tante cose che gli stadi moderni consentono invece di avere, oltre a vedere bene le partite”.
La struttura del nuovo stadio e il motivo della condivisione con i rivali
“Sarà uno stadio bellissimo, il più bello d’Europa. Per Milano sarà una gloria. Contribuirà a costruire questo ciclo meraviglioso di Milan che sta diventando sempre più un centro di attrazione, come abbiamo visto per le Olimpiadi. Con l’aiuto di RedBird e Cardinale, saremo in condizione di fare di questo stadio un punto di ritrovo per tutta la settimana, non solo per le partite. Sarà fatto dai migliori architetti al mondo. Avrà 71.500 posti, conserveremo quindi la capienza che ha San Siro oggi. Ai nostri tifosi daremo un’opportunità di passare più tempo allo stadio, con un comfort completamente diverso da quello di adesso. Faremo in meglio quello che gli stadi inglesi, francesi e tedeschi offrono già oggi”.
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“Per fare uno stadio ci abbiamo messo sette anni, si immagini quanto tempo ci avremmo messo per farne due a Milano. Da questo punto di vista, è stata una soluzione anche essere insieme. Poi abbiamo il grande vantaggio: Milan e Inter sono due club che hanno le stesse esigenze e questo ci ha facilitato la vita. Se si pensa ad altre città che hanno due squadre molto diverse tra loro, sarebbe stata impraticabile questa ipotesi. Fare oggi di questo stadio il luogo dove due club internazionali come Milan e Inter si confrontano, contribuirà a fare di questo stadio ancora più un’icona di quanto San Siro è stato fino a oggi”.
L’architettura e i passaggi burocratici
“I nostri architetti stanno lavorando. Nelle prossime settimane mi aspetto di ricevere le prime selezioni di proposte. Posso dire che sarà uno stadio molto verticale, ancora più vicino al campo rispetto a San Siro. E quindi si vedrà ancora meglio. Avremo tutte le facilities, comprese quelle digitali ed elettroniche che permetteranno di vedere la partita molto meglio”.
“Ripercorrendo la mia esperienza, quando ho cominciato a dire che San Siro è uno stadio vecchio e che dobbiamo costruirne uno nuovo, anche i miei amici mi dicevano che ero un pazzo. Davanti a questa posizione molto comune nell’opinione pubblica, capisco che l’amministrazione comunale avesse delle remore. Soprattutto poi grazie ai Mondiali in Qatar e agli Europei in Germania, in televisione si è visto cosa sono gli stadi moderni e l’opinione pubblica ha iniziato a cambiare. Da quando il Comune di Milano ha aperto all’ipotesi di cedere San Siro e costruire un nuovo impianto nella stessa area, siamo riusciti ad andare avanti piuttosto rapidamente. Con diversi enti ho avuto a che fare, come Comune e Regione. E dal momento che si è deciso di andare avanti, li ho trovati molto cooperativi. Verrà nominato un commissario per gli stadi e sono ottimista sul fatto che finalmente l’Italia possa rinnovare le sue attrezzature sportive”.
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