Paolo Scaroni è intervenuto oggi al Festival dello Sport di Trento. Il presidente del Milan è tornato a parlare del nuovo stadio a San Donato, del primo bilancio rossonero in utile dal 2006 e dei prossimi obiettivi del suo club:
Nuovo stadio: “Parlo di stadi da 4-5 anni, ormai sui social mi chiamano ‘Paolo Stadioni’. Abbiamo trovato una soluzione che ci piace, è un’area inutilizzata per altri scopi, mentre è molto interessante per uno stadio. Abbiamo presentato una richiesta di modifica del piano regolatore. San Donato non è lontano dal centro di Milano, siamo sempre nella Milano metropolitana. Al Milan abbiamo RedBird che è super specialista nella costruzione degli stadi. Abbiamo l’obbligo di fare lo stadio più bello possibile, anche per i nostri tifosi che sono fantastici. Avrà 70 mila posti, questo perchè negli ultimi anni abbiamo avuto una media di 70 mila spettatori, anche in partite non di cartello. Non creeremo un centro commerciale, ma un’area commerciale legata allo sport. Ci saranno poi ovviamente dei ristoranti. Vogliamo creare un’area viva tutto l’anno. In tutta Europa succede così. Stiamo facendo con 20 anni di ritardo quello che in altri paesi come Francia, Germania e Spagna hanno già fatto. Abbiamo bisogno di uno stadio che ci permetta di essere competitivi con le altre squadre europee. Mi auguro di iniziare il campionato 2028-2029 nel nuovo stadio“.
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Sul bilancio in utile: “Sono diventato presidente del Milan a luglio 2018. Quell’anno abbiamo perso 200 milioni di euro. Ci sono due montagne da scalare: quella dei risultati economici e quelli sportivi. Sono due cose collegate che vanno fatte insieme. Noi siamo riusciti a scalare queste montagne: abbiamo vinto uno scudetto, siamo arrivati in semifinale di Champions e ora siamo primi. Dal punto di vista economico abbiamo raddoppiato i ricavi e abbiamo chiuso il bilancio 2023 con un utile. Senza una sostenibilità economica non ci potrà essere una sostenibilità sportiva“.
Sugli obiettivi: “Noi vogliamo vincere tutte le partite, ma come obiettivo minimo vogliamo essere in Champions League sempre perché noi dobbiamo pensare ai nostri 400 milioni di tifosi nel mondo che guardano la Champions. Questo per quanto riguarda il Milan. Per quanto riguarda invece la Lega e gli obiettivi collettivi, noi siamo indietro per quel che concerne i diritti tv internazionali. La Premier, dai diritti tv internazionali, incassa 2,2 miliardi, noi 200 milioni. Finché c’è questo gap tante cose che ci raccontiamo diventano impossibili. Arrivare dove è arrivata la Premier è difficilissimo, ma resta un obiettivo chiave del futuro della nostra Lega“.
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