Luca Serafini ha analizzato in maniera molto critica l’attuale gestione del Milan, soffermandosi sul rapporto tra società, tifosi e risultati sportivi. Il giornalista ha evidenziato come parlare di calcio resti sempre complesso, soprattutto quando entrano in gioco passione, appartenenza e punti di vista differenti.
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“Nel calcio è difficile distinguere tra ragione e torto”
Serafini ha sottolineato come ogni analisi calcistica sia inevitabilmente condizionata dalla soggettività:
“È sempre molto difficile l’analisi quando si parla di calcio, specialmente se coinvolti dalla passione e dal tifo. Anche per opinionisti apparentemente distaccati è complicato, perché le sfaccettature sono molteplici e i fattori, tecnici e umani, incidono sempre. Ragione e torto si dividono a seconda dei punti di vista”.
Un concetto che mette in luce quanto il dibattito attorno al Milan sia oggi particolarmente acceso e divisivo.
Il confronto con il passato: Berlusconi e Galliani
Nel suo intervento, Serafini ha poi fatto un paragone con la precedente proprietà rossonera, ricordando la capacità di recepire le critiche e reagire nei momenti complicati.
“Qualcuno mi accusa di essere ancora troppo tenero con questa società. Forse è subentrata un po’ di rassegnazione: Berlusconi e Galliani erano in grado di recepire le critiche, elaborarle e ripartire”.

Un passaggio che richiama una gestione percepita come più vicina alla componente sportiva e sentimentale del club.
“Oggi conta il business, non i risultati”
La parte più dura del commento riguarda però gli obiettivi dell’attuale proprietà. Secondo Serafini, il risultato sportivo non sarebbe più la priorità assoluta.
“Oggi la sordità vince su qualsiasi ostacolo, perché gli obiettivi non cambiano né se arrivi ottavo né se vinci lo scudetto. Sono eventi collaterali, di secondaria importanza”.
Parole forti, che fotografano il malcontento di una parte della tifoseria nei confronti della dirigenza rossonera.
Tifosi e San Siro al centro del dibattito
Serafini ha poi concluso soffermandosi sul rapporto tra proprietà e pubblico milanista, sostenendo come il club stia privilegiando una logica economica rispetto al legame con la propria gente.
“È evidente che il gol della proprietà resta allontanare da San Siro i tifosi dei club e della Curva, privilegiare il business, essere indifferenti rispetto a vittorie, pareggi e sconfitte”.
Un pensiero destinato a far discutere, in un momento in cui il Milan continua a essere al centro del confronto tra ambizioni sportive, sostenibilità economica e identità storica del club.
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