Il Milan, nella sua storia, ha avuto tanti brasiliani in squadra. Basti pensare a Kakà, Cafù, Thiago Silva e anche Ronaldinho. Poi c’era Serginho, un giocatore che non ha avuto tutta quell’attenzione mediatica che meritava, ma che è stato uno dei pilastri fondamentali del Diavolo ai tempi dei primi anni 2000. Con la maglia rossonera il terzino brasiliano ha disputato 281 partite tra campionato e coppe, con 24 gol e 53 assist. Nonostante fosse un giocatore sulla carta difensivo, Serginho ha avuto un ottimo rendimento anche quando la squadra attaccava, grazie alle sua velocità e alla sua qualità quando aveva il pallone.
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Serginho, nella serata di ieri, è stato ospite del Milan Club Sciacca, in provincia di Agrigento. Il brasiliano ha svelato alcuni retroscena di mercato di quando era un rossonero. Queste le parole di Serginho:
“Prima di arrivare al Milan, il mio procuratore ha avuto un appuntamento con la Juve. Perché Carlo Ancelotti era l’allenatore della Juve in quel periodo che sono stato al Milan. Però io sono sempre stato al Milan. Ho avuto la possibilità di andare alla Fiorentina. Nel 2003-2004 ho avuto una stagione positiva perché Carlo ha cambiato sistema di gioco e io giocavo largo. Lui non mi vedeva molto come terzino, gli piaceva che giocavo sempre largo e così ho perso un po’ di spazio. Mancavano due giorni alla chiusura del mercato, mi chiama il direttore dell’Inter che voleva che io andassi lì. Però non me la sentivo. Sono rossonero“.
Serginho è stato un giocatore del Milan per ben 9 anni: dal 1999 al 2008. In quelle stagioni è stato vissuto l’ultimo Milan che dominava il mondo. Il brasiliano, nel suo palmares con la maglia rossonera, ha raggiunto diversi traguardi tra cui: due Champions League, due Supercoppe europee, una Coppa del mondo per club, uno Scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana.
