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Serie A nel caos: Simonelli attacca duramente i ritardi sugli stadi italiani

Ezio Simonelli

Durante il convegno “Le infrastrutture sportive europee come motore di rigenerazione urbana e sociale”, svoltosi a Bruxelles, il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha espresso con fermezza la propria frustrazione per i continui ritardi legati alla costruzione dei nuovi impianti sportivi in Italia. Secondo il numero uno della Lega, il Paese sta accumulando un ritardo ormai insostenibile rispetto agli altri grandi campionati europei.

Nel suo intervento, Simonelli ha sottolineato che “il ritardo è ormai atavico. Dobbiamo pensare a nuovi impianti che vivano sette giorni su sette, legandoli allo sviluppo delle comunità che li ospitano”. Un richiamo chiaro alla necessità di concepire gli stadi come spazi multifunzionali, in grado di contribuire non solo all’economia del calcio ma anche alla vitalità delle città.

 

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Il presidente ha inoltre evidenziato come il sistema italiano resti fortemente ancorato a modelli superati, ricordando che solo l’8 % degli stadi è di proprietà privata. Una percentuale che, a suo avviso, rappresenta uno dei principali ostacoli alla modernizzazione delle infrastrutture sportive e alla loro sostenibilità economica.

San Siro

Nel corso del suo intervento, Simonelli ha anche richiamato l’attenzione sulla nomina del commissario agli stadi, Massimo Sessa, e sulla complessa vicenda relativa al futuro di San Siro, simbolo di un immobilismo che da anni rallenta ogni tentativo di cambiamento.

Infine, il presidente ha ribadito la necessità di “creare un sistema integrato che faccia Paese”, invitando istituzioni, club e amministrazioni locali a collaborare per sbloccare una situazione che penalizza l’intero movimento calcistico.

Il messaggio è chiaro: il tempo delle attese è finito. Per la Serie A e per l’Italia è arrivato il momento di costruire stadi moderni, efficienti e pienamente inseriti nel tessuto urbano e sociale del Paese.

 

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