Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla cultura, ha rilasciato delle nuove dichiarazioni dalle quali emerge, ancora una volta, la sua volontà di combattere per salvaguardare San Siro.

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Le parole riportate dal Corriere della Sera questa mattina, pronunciate dal sottosegretario hanno portato alla luce un altro problema. Dopo la questione legata al vincolo, sul quale Sgarbi aveva dichiarato “Riguarda il significato storico, simbolico, memorialistico di un’opera. Lo riassumo in questa formula: nel 1995 -96 si realizza a Milano un monumento a Falcone e Borsellino. Appare visibilmente brutto, però non lo puoi abbattere perché il valore simbolico della memoria di Falcone e Borsellino è tale da non permetterti di distruggere una cosa anche non ben fatta”, ora, ad essere messo in evidenza è un nuovo problema: il rischio ambientale che comporta la distruzione dello stadio. Queste le parole di Sgarbi:
“La questione passerà al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin perché la distruzione di un’opera così importante comporta un rischio ambientale gravissimo. Mi auguro che il ministro ci porti fuori da un conflitto in cui intervengono Salvini e La Russa”.
Secondo Paolo Pileri, professore del Politecnico, la demolizione di San Siro e la costruzione del nuovo impianto provocherebbe emissioni di CO2 per 210mila tonnellate.
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