Sono ore calde a Milano nonostante l’aria gelida. Domani alle 20:45 si disputerà Inter-Milan. Il clima è teso e la sfida è sempre più vicina. Le due milanesi, a seconda dei risultati di Napoli e Roma, potrebbero giocarsi il primato in Serie A. Sarà un sfida più spento rispetto al passato, le due tifoserie non potranno esporre nessuna coreografia. Andriy Shevchenko, nonché il migliore realizzatore all-time nella storia del derby di Milano, è stato intervistato da Repubblica in vista della stracittadina di domani sera. Di seguito le sue dichiarazioni:
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Il derby è già un appuntamento chiave?
“Non penso. Non influirà sul destino del campionato, è presto per pensare che sia decisivo. Certo, è sempre bello vincerlo. Tutte e due le squadre sono in un buon momento. Fare risultato però è più importante per il Milan, che è ancora un po’ più fragile rispetto ai nerazzurri. Deve continuare a crescere, una sconfitta forse arresterebbe questo processo”.
Il momento dell’Inter. Ci sono ancora incognite?
“Oggi è un’altra squadra. Quando si chiude un’annata si volta pagina, riparti daccapo. La rosa dei nerazzurri è rimasta praticamente intatta, anzi si sono pure rafforzati. E Chivu mi sembra un allenatore con una bella visione di calcio, ha idee giuste. Sono tra i favoriti per lo scudetto”.
Il percorso del Milan
“Ha dovuto riconquistare certezze, solidità; ricostruire dopo le difficoltà trovate nella scorsa stagione. E poi bisogna considerare che sono arrivati tanti nuovi calciatori. Allegri sta gestendo bene questa fase, non era scontato”.
Il ritorno di Massimiliano Allegri:
“Max è un allenatore esperto, con caratteristiche precise. È una persona seria, sa gestire bene i calciatori, ha un tipo di gioco collaudato. Quando lo sposi sai cosa stai prendendo: lui sta rispettando le attese”.
Considerazioni su Luka Modric
“Mi sta impressionando, sta facendo una grande differenza. Però come squadra il Milan ha ancora degli step da fare per arrivare alla pari dell’Inter”.
Un pensiero sull’Ucraina
“Forte. Soprattutto considerando le circostanze in cui ci troviamo: conviviamo con la guerra, dobbiamo giocare ogni partita in trasferta. E contro l’Islanda non era semplice: hanno una proposta di gioco definita, fanno un bel calcio, non solo lanci lunghi, rimesse laterali e corner. Sono orgoglioso della mia nazionale. C’è stato un generale livellamento verso l’alto, ormai qualificarsi ai Mondiali in Europa è diventato molto difficile”.
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