Per Milan e Inter il derby di domenica sera rappresenterà una novità assoluta. I due club per la prima volta si affronteranno all’interno di un San Siro che adesso appartiene ufficialmente a loro. Il futuro dello stadio è noto, ma il fascino per questa novità è comunque innegabile. I due fondi americani stanno progressivamente rendendo sempre più concreti i propri piani per rilanciare le squadre sul piano economico e portarle al livello delle restanti big europee. I due presidenti del club, Beppe Marotta e Paolo Scaroni, sono intervenuti proprio su questi temi nel corso dello Sport Industry Talk organizzato da Rcs Academy in collaborazione con il Corriere della Sera.
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Per i tifosi non è facile passare da due proprietà come quelle di Moratti e Berlusconi, due veri mecenati del calcio, a quelle moderne basate su sostenibilità e business, ma va detto che questo cambiamento riguarda l’intero mondo del calcio. “Per la prima volta giocheremo il derby da proprietari dello stadio e questa circostanza traccia un solco importante per il futuro. Speriamo di poter dare vita a uno spettacolo che sia uno spot per tutto il movimento calcistico. I ricavi da stadio sono decisivi. Come Inter l’anno scorso abbiamo incassato 81 milioni di euro, il Milan 87, il Real addirittura 200″. Queste le parole di Marotta, che rendono perfettamente il concetto.

Il presidente nerazzurro ha poi aggiunto: “L’acquisto condiviso di San Siro è la punta dell’iceberg di una comunione di intenti delle due proprietà. Amici sempre e antagonisti nei 90 minuti, nel nome della sana attività sportiva”. Dello stesso parere anche il presidente rossonero Paolo Scaroni, che ha ribadito l’importanza di trovare il giusto mix tra entertainment, affari e soprattutto risultati sportivi. Concetti che certificano ancora una volta quanto il modus operandi delle dirigenze sia cambiato nel corso degli anni per adattarsi ad un calcio sempre più globalizzato e forma di business.
