Tra i protagonisti della vittoria in rimonta del Milan c’è anche Riccardo Sottil. Arrivato a gennaio, l’ex Fiorentina, pur non trovando molto spazio, sta lasciando il segno, dimostrando attaccamento alla maglia. D’altronde, non ha mai negato il suo amore per i colori rossoneri, tifati sin da bambino. Alla fine della gara, l’attaccante italiano ha parlato dell’impatto con il Diavolo a DAZN.
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Emotivamente che cosa state vivendo in questo periodo?
“Sicuramente non era un periodo positivo per noi. Stasera non era facile reagire dopo i due gol annullati, poi sul 2-0 loro siamo riusciti a ribaltarla: è un gruppo di grandi lavoratori e grandi uomini, oggi abbiamo detto un bel segnale per il prosieguo da qua a fine stagione”.
Sul ruolo inedito:
“Il mister mi ha mandato a scaldare e mi ha detto che voleva mettermi in quella posizione. Io sono a disposizione del mister e della squadra ed entro dove mi chiede di entrare lui”.
Qual è stato l’impatto col mondo Milan, oltre i risultati?
“Quando senti parlare del Milan da fuori è una cosa, poi quando ci sei dentro capisci quanto è grande questo club e quanto è importante la sua storia. Io ho un occhio di riguardo perché da piccolino sono cresciuto guardando il Milan, ero e sono milanista, quindi per me è stato un grande orgoglio riuscire a vestire questa maglia. La parola giusta per il Milan è “grandezza”, ma non lo dico io ma la sua storia e i suoi trofei. Essere qua per me è un onore e sono contentissimo di vestire questa maglia”.
Sottil ha anche svelato il suo idolo da bambino:
“L’ho detto anche nella conferenza quando sono arrivato, quando ero piccolo, 10-11 anni, avevo un debole per Pato. Mi ricordo il suo esordio col Napoli, ero con mio padre a guardare la partita sul divano. Mi esaltò un sacco, mi piaceva un sacco vedere le sue giocate. Era un Milan di grandi campioni, erano anni d’oro, era un Milan che ha vinto… C’era Ibra, c’era Seedorf, Ronaldinho, Ronaldo… Te ne posso elencare tanti, però io avevo un debole per Pato”.
Infine, Sottil ha parlato del papà, ex tecnico di Sampdoria e Udinese, tra le altre.
“Non si arrabbia mai, è sempre molto presente. È sempre positivo. Quando gioco bene non si esalta, quando gioco male è molto equilibrato. Ci fa piacere sentirci prima e dopo la partita, ci confrontiamo durante la settimana sugli allenamenti. Per me è stata una grande figura, un punto di riferimento da piccolo e lo è tutt’ora”.
