Testardaggine, determinazione e fermezza. È questa la pozione per un progetto vincente, ed è questa la gestione adottata dalla società rossonera in ottica stadio. Le continue persuasioni da parte del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, non sembrano aver offuscato il progetto intrapreso dal Diavolo. Nella giornata di ieri, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il primo cittadino milanese aveva espresso nuovamente il suo pensiero e la sa volontà: “Spero che si possa trovare una soluzione per salvare San Siro e per convincere le squadre che può essere ancora la loro casa. Venderlo ai club? Si può fare tutto. Io ci spero“.
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A tal proposito però arrivano importanti aggiornamenti dal Comune di San Donato e SportLife City (società controllata dal Milan per il 90%), riportate successivamente nell’edizione odierna de Il Cittadino. Il prossimo mese inizieranno i lavori di circondamento dell’intera area. Si procederà tramite l’utilizzo di recinzioni metalliche rigide, alte due metri e mezzo, collocate su basi in cemento. Questa settimana sarà difatti firmato l’accordo con l’impresa che si occuperà dei lavori di recinzione. L’impiego inizierà quindi ad agosto e avrà una durata di circa tre settimane. SportLife City, mediante la nota ufficiale, ha comunicato l’imminente stesura dell’atto d’obbligo con la società Autostrade.
Il progetto non ha il solo scopo di donare al Milan una nuova casa, ma si tratta anche di un importante progetto di bonifica. Malgrado le numerose proteste avviate dai cittadini contrariati, tale operato farà rifiorire il quartiere, proteggendo la Cascina San Francesco, cuore di numerose attività illegali legate al giro del traffico di droga, come confermato anche dall’assessore Massimiliano Mistretta: “Dopo le opere di pulizia, il Milan ha confermato, e già avviato i preparativi, la volontà di promuovere la recinzione dell’area. È un’opera importante per tutto il territorio con la messa in sicurezza di una zona in condizioni di degrado, soggetta a attività legate al giro dello spaccio“.
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