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Theo Hernandez rompe il silenzio: l’addio al Milan, Riad, Maldini e le ferite mai guarite

Theo Hernandez

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Theo Hernandez torna per la prima volta a parlare apertamente del suo doloroso addio al Milan, consumatosi nell’estate scorsa dopo sei stagioni intense, fatte di trionfi, difficoltà e un legame profondo con il popolo rossonero. Un racconto diretto, a tratti amaro, che svela retroscena, rimpianti e accuse mai nascoste.

La nuova vita a Riad:

Theo oggi vive a Riad e non ha dubbi:

“Da dio. È stata la scelta migliore. L’unico neo è il traffico: tremendo”.

Un cambiamento radicale, ma accolto con entusiasmo, anche grazie al progetto sportivo che gli è stato presentato.

Inzaghi decisivo:

A convincerlo definitivamente è stato Simone Inzaghi:

“Mi ha detto: ‘Andiamo a vincere insieme?’. All’Inter lo chiamavano il demone: in campo è una persona, fuori un’altra. Un vero gentleman”.

Non mancano le battute sul passato, dai derby ai duelli con Dumfries fino alla Supercoppa persa proprio a Riad:

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“Me lo ricordano spesso, anche lo staff”.

L’incontro con il Milan:

Theo ha rivisto il Milan prima della sfida col Napoli:

“Quando sono andato via non sono riuscito ad abbracciarli tutti come avrei voluto”.

Parole di stima per Bartesaghi e un abbraccio a Modric, definito “un genio di un altro livello”.

Con i dirigenti l’incontro è stato parziale:

“Ho visto Allegri, Tare e Ibra. Furlani no”.

La verità sul Como e sul rinnovo

Theo è categorico:

“La mia priorità era restare al Milan”.

Smentite anche le voci su un possibile trasferimento al Como e su presunte richieste economiche fuori mercato:

“Tutto falso”.

Il post polemico e la frattura con la dirigenza

Il messaggio d’addio aveva fatto rumore, e oggi Theo lo rivendica:

“È la verità. Quando arrivai c’erano Massara, Boban e Maldini. Paolo era il mio idolo. Dopo di lui è cambiato tutto in peggio”.

Un passaggio durissimo che certifica la rottura definitiva.

Critiche dei tifosi e accuse infamanti:

Le contestazioni lo hanno colpito profondamente:

“So di aver sbagliato, ma siamo umani. Non ero sereno mentalmente”.

Ancora più dolorose le voci su presunte aggressioni:

“C’è chi vuole rovinarti la vita e la carriera. La mia famiglia sa che non è vero”.

Il caso cooling break e il rapporto con gli allenatori

L’episodio del cooling break con Fonseca viene ridimensionato:

“È stato ingigantito. Io e Leao eravamo appena entrati”.

Smentite anche le tensioni con gli allenatori, compreso Conceição:

“Autoritario sì, ma si parlava a vanvera”.

“Mi hanno detto: se resti vai fuori rosa”

Il punto di non ritorno arriva qui:

“Un dirigente mi ha chiamato dicendomi: ‘Se resti, vai fuori rosa’. A quel punto cerchi altro”.

Un trattamento che Theo non si aspettava dopo anni da protagonista.

Maldini, l’eredità e una ferita aperta

Il legame con Paolo Maldini resta indissolubile:

“Il giorno in cui mi chiamò a Ibiza fu il più bello della mia vita sportiva”.

Emozionante il ricordo della maglia con dedica:

“Theo, il mio degno erede”.

Il suo addio ha lasciato un vuoto enorme:

“Hanno strappato una bandiera per nulla. Il milanismo oggi si sente meno”.

Gli anni magici con Pioli e lo scudetto del 2022

Theo ricorda il punto di svolta:

“Dopo il 5-0 di Bergamo Pioli ci rivoltò come un calzino”.

Da lì nacque lo scudetto:

“Eravamo una famiglia. Anni irripetibili”.

Gol, Leao, Maignan e il confronto europeo

Il gol più bello? Nessun dubbio:

“Il coast to coast contro l’Atalanta. Istinto puro”.

Su Leao:

“Fortissimo, ma a volte ha la testa altrove”.

Su Maignan:

“Situazione simile alla mia. E non è finita bene”.

Theo si considera il miglior terzino della Serie A:

“Sì. In Europa mi piace Nuno Mendes”.

Famiglia, cuore milanista e futuro

Commovente il ringraziamento alla madre Laurence, definita “la nostra eroina”.

Sul futuro:

“Se il Milan vincesse lo scudetto? Festeggerei con i tifosi”.

E su un possibile ritorno:

“Ora voglio vincere qui. Ma finché ci sono certe persone, non torno”.

Parole che chiudono un cerchio, ma lasciano una ferita ancora aperta nel cuore rossonero.


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