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Tra dinastie e proprietà: Inter sempre più debiti, Milan guadagni e ricavi

Questa mattina Il Sole 24 ore ha fatto un’interessante analisi sulla situazione economica dei due club di Milano che, negli ultimi 10 anni, hanno cambiato più volte soci e società: emerge una notevole crescita dei rossoneri (in quanto a guadagni).

“Due grandi rivali, l’AC Milan e l’FC Internazione – scrive il quotidiano – un’unica città di appartenenza, ma soprattutto una storia proprietaria gemella. Tale storia ha visto i due club calcistici passare da storiche dinastie italiane a imprenditori meno noti, per poi culminare in finanziamenti non onorati e grandi fondi internazionali.

Il Sole 24 Ore ha ricostruito attraverso documenti, incontri, bilanci e fonti la parabola delle due squadre. Quel che emerge sono due fattori immediati: ad oggi nel lungo match proprietario c’è solo un vincitore e porta il nome di Thohir. Restano in sospeso i giudizi sugli investimenti di Elliott, RedBird e Oaktree, tutti gli altri hanno perso centinaia di milioni di euro. Secondo fattore è che negli anni si è assistito ad una trasformazione evidente nella gestione dei club, un cambio di passo per i rossoneri reso possibile con il sostegno da parte di Elliott”.

Il focus sull’Inter: debiti quadruplicati, ricavi raddoppiati

Il quotidiano scrive: “L’Inter viene rilevato per il 75% da Thohir per 75 milioni, il club aveva una posizione finanziaria negativa del periodo per 79,8 milioni […]. Il Milan esce dal mondo Berlusconi e finisce sotto la proprietà di Yonghong Li esattamente 4 anni dopo. La valutazione complessiva è stata pari a 740 milioni di euro, comprensiva di una situazione debitoria stimata di comune accordo di circa 220 milioni. Il club arriva all’appuntamento con: 269,4 miloioni a fronte di debiti per 480 milioni, mentre nel conto economico semestrare i ricavi sono stati di 102,8 milioni con risultato -32,6 milioni.

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Il punto di partenza è questo, con due differenze
1. quanto recuperato dalle dinastie proprietarie dopo anni di costanti iniezioni: per Silvio Berlusconi 500 milioni, per Massimo Moratti 130 milioni
2. i percorsi messi in atto nel corso della gestione: il Milan ha svolto un importante lavoro sul brand, l’Inter è sempre stato concentrato più sui risultati sportivi

Il momento chiave nel percorso parallelo delle due squadre: il passaggio dell’Inter a Thohir nel 2014. L’Inter sottoscrive con Unicredit e Goldman S.I. un finanziamento di 230 milioni per rifinanziare i debiti esistenti. Thohir in partica scarica sulla stessa Inter i debiti di gestione, bond che negli anni non è stato rimborsato, ma anzi è cresciuto. Due i rifinanziamenti di Suning-Zhang. Tutto ciò ha creato un’importante crescita del debito: l’inter è arrivata all’appuntamento con Oaktree con numeri ben più complessi rispetto a quelli segnati in occasione dell’addio della gestione famigliare.

Dieci anni dopo l’uscita della fam. Moratti i debiti sono quadruplicati. I debiti lordi sono pari a 807 milioni a fronte di una posizione netta negativa di 462 milioni. Nello stesso tempo però il club ha svolto un importante lavoro sul brand e i ricavi sono raddoppiati: risultato d’esercizio -85,3 milioni”.

Focus sul Milan:

“Diverso invece il modus operandi dei rossoneri – scrive Il Sole 24 Ore – c’è uno snodo importante che permette ad Elliott di non scaricare sul Milan i debiti di acquisto: il passaggio di proprietà del Milan da Mr Li al fondo di Singer. Il Milan si fece prestare i soldi dallo stesso soggetto (Elliott) sia pe rilevare le quote, che per gestire il club. Grazie a questo Elliott convertì in equity tutti i crediti azzerando i debiti. Da quel momento il fondo ha apportato risorse: nel 2018/19 un aumento del capitale di 265,4 milioni, nelle stagioni successive altre due ricapitalizzazioni da 145 e 129 milioni, in tutto 415 milioni di euro”.

Elliott in totale si è esposto per 640 milioni di euro, facendo tutti i calcoli, con la vendita a RedBird per 1,2 miliardi ha registrato un guadagnato netto di 380 milioni. Il quotidiano però aggiunge che il giudizio sull’investimento potrà essere definitivo solo quando il fondo rientrerà dei 600 milioni prestati a RedBird. In ogni caso, a giugno 2023, i ricavi sono raddoppiati rispetto all’era Berlusconi con un risultato del periodo positivo per 6 milioni di euro.

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