Francesco Camarda è considerato da molti il futuro del calcio italiano. Un potenziale pilastro dell’attacco del Milan, ma anche una figura promettente per la nazionale italiana. Classe 2008, quest’estate ha lasciato Milano per approdare in prestito al Lecce, con un obiettivo chiaro: trovare più spazio e accumulare minutaggio, tutto ciò che sembrava impossibile ottenere restando in rossonero.
Ad oggi, l’attaccante ha collezionato 7 presenze con la maglia giallorossa, segnando una rete e totalizzando 227 minuti in campo. Numeri che iniziano a raccontare la sua crescita, ma che allo stesso tempo accendono una domanda: davvero Camarda non avrebbe trovato spazio al Milan?
La rosa attuale dei rossoneri è decisamente corta, una scelta probabilmente dettata dall’assenza di coppe europee, ma che potrebbe trasformarsi in un problema con l’avanzare della stagione. Le opzioni a disposizione di Massimiliano Allegri rischiano di diventare sempre più limitate, soprattutto alla luce della recente sosta per le nazionali che ha lasciato il tecnico con diverse assenze pesanti. Adrien Rabiot e Christian Pulisic sono out per infortuni seri, mentre anche Christopher Nkunku salterà la sfida di questa sera contro la Fiorentina. Anche Ruben Loftus-Cheek sembra in dubbio per la gara a causa di un problema muscolare.
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Il reparto offensivo è quindi in piena emergenza e Allegri si trova a dover fare i conti con scelte forzate. È vero, situazioni come queste sono difficili da prevedere. Ma erano davvero così inimmaginabili? Le cessioni di Noah Okafor e Alvaro Morata avrebbero forse dovuto far suonare un primo campanello d’allarme dal punto di vista della quantità. Tenere in rosa un talento come Camarda, anche solo come alternativa dalla panchina, poteva rivelarsi una mossa promettente.
Tra infortuni, diffide e imprevisti sempre dietro l’angolo, il Milan ha oggi un’unica vera punta di ruolo con caratteristiche da centravanti: Santiago Giménez. A parte l’acquisto di Nkunku, la società non è intervenuta sul mercato per inserire un’altra punta in rosa, lasciando un vuoto potenzialmente rischioso. Alla luce di tutto ciò, la scelta di mandare Camarda in prestito appare comprensibile sul piano della crescita individuale, ma solleva qualche dubbio in chiave strategica.
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