PRIMA PAGINA RASSEGNA STAMPA

Trevisani: “Da quando ha cambiato numero di maglia non è più lo stesso”

Trevisani

L’inizio di stagione del Milan è stato senza dubbio altalenante. Sotto la guida di Paulo Fonseca i rossoneri non sono ancora riusciti ad essere convincenti. Ci sono alcune buone notizie come l’esplosione di Gabbia, autore di un gol decisivo che ha permesso di tornare a vincere un derby dopo molto tempo. Da segnalare anche la conferma di Pulisic ad alti livelli, con cinque gol nelle prima sette gare di campionato. Nel corso del podcast di Cronache di Spogliatoio Fontana di Trevi”, Riccardo Trevisani ha voluto soffermarsi su uno dei giocatori che più è mancato al Milan in questo inizio di stagione: Rafael Leao.

LEGGI ANCHE – Baiocchini svela le carte: le mosse di Fonseca che potrebbero stravolgere il Milan contro l’Udinese

Fin qui Leao ha segnato un solo gol in stagione, a fine agosto contro la Lazio. Nelle seguenti partite non è mai andato a segno. Si è visto un cambio di atteggiamento, come richiesto da Fonseca, soprattutto in fase difensiva. Leao appare più applicato, più disponibile a correre anche all’indietro e non solo in avanti. Quest’anno grazie al calcio posizionale, invocato da Fonseca a più riprese, è necessario anche un maggiore apporto difensivo, da parte del numero 10. Al contrario di quello che accadeva con Stefano Pioli, dove Rafael rimaneva molte volte in avanti, senza avere compiti difensivi.  Queste le parole di Riccardo Trevisani:

Sul momento di Rafael Leao: “Da quando indossa la maglia numero 10 lo vedo un po’ in difficoltà. Non solo per colpe sua, anche a causa della gestione da parte dell’allenatore. Inoltre continua ad avere questa andatura troppo ciondolante. In questa stagione gli ho visto fare bene forse due partite delle nove giocate. Mi aspetto di più da un giocatore come lui, lo vorrei vedere un po’ più coinvolto”.

Trevisani analizza la prestazione in Nazionale: Mi ha ricordato il giocatore che abbiam visto durante l’anno in cui il Milan ha vinto lo scudetto. All’epoca era ingiocabile, nessuno riusciva a stargli dietro. Oltre alle sua classiche scorribande sulla fascia, era in grado di segnare molti gol, alcuni anche abbastanza pesanti. Durante Polonia Portogallo mi ha ricordato quel giocatore. Dribblava tutti, surfava, come piace dire a lui”.

Ancora sulla nazionale e sulle critche: “Formalmente il 2-0 contro la Polonia lo ha segnato Ronaldo, ma il gol è di Leao, il numero 10 del Milan salta mezza difesa e lascia partire un destro che colpisce il palo. La palla torna sui piedi di Ronaldo che non può sbagliare. Ma il merito di Rafael resta. A mio avviso c’è una narrazione eccessivamente critica in Italia per quanto riguarda Leao. Quando il Milan gioca male, lui spesso viene indicato come unico responsabile, anche quando palesemente non è il peggiore in campo”.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik TokYouTube e X