Avrebbero potuto farci un’intera puntata a Chi l’ha visto? su Luka Jovic. Un giocatore meraviglioso esploso nella primavera di più di quattro anni fa, con una cavalcata strepitosa con l’Eintracht Francoforte conclusasi solo in semifinale di Europa League contro il Chelsea. In 14 partite segna 10 reti, terminando al secondo posto nella classifica marcatori della competizioni alle spalle di un certo Olivier Giroud. Certo che la vita è piuttosto bizzarra.
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Innegabile affermare che si pensava potesse essere il trampolino di lancio per una carriera stellare. Dove andare, a proposito di stelle, se non al Real Madrid? I blancos, nell’estate del 2019 pagano 60 milioni di euro per strapparlo al club tedesco e alla concorrenza. Difficile stabilire cosa sia successo, ma la luce si spegne e Jovic è vittima di un’involuzione al limite del credibile. In 32 partite totali con il Real segna appena 2 reti. Una discesa verticale che il Covid ha esacerbato, con la violazione del lockdown in Serbia nel marzo 2020 che hanno rischiato di costargli 6 mesi di carcere.
Il ritorno in prestito a Francoforte nel gennaio del 2021 non riaccende la lampadina, lasciandolo nel buio. I numeri migliorano, con 4 gol in 18 presenze, ma Luka continua a essere la controfigura del giocatore visto due anni prima. Firenze, allora, è l’occasione per rialzarsi, dopo essere tornato ancora a Madrid ma trovando poco spazio. In viola la situazione migliora nettamente, anche se la percezione è che il talento serbo non sia al 100%, quasi come se stesse sprecando il dono donatogli da un’entità superiore. 13 gol in 47 partite che non gli valgono la conferma.
Eccoci, dunque, tornati ai nostri giorni. Jovic ritrova Giroud e all’ultimo giorno di mercato il Milan gli si palesa davanti, un’ultima spiaggia nel calcio dei grandi, one last shot. Eppure, nei primi tre mesi l’attaccante serbo rimane un mistero, giocando senza lasciare il segno, un vero e proprio fantasma in campo.
Poi una prima, leggera svolta. Due sabati fa, contro la Fiorentina. Due lampi, uno abbagliante, l’altro decisamente meno. Suo il tocco delizioso che spalanca le porte alla corsa di Theo Hernandez per la conquista del rigore, ma suo anche l’errore a tu per tu con Terracciano. Tre giorni dopo è la volta del Borussia Dortmund, serata amara in cui gioca l’ultima frazione di gara, colpendo un palo e vedendosi parare un bel tiro da Kobel.
Il preludio alla prima vera notte da Diavolo, vissuta sabato contro il Frosinone. Un gol e un assist, qualità e intensità. Jovic è finalmente sembrato parte integrante della squadra. Primi applausi di San Siro e una prestazione da campione. Perché il meraviglioso calciatore visto in Germania 4 anni fa non può essere stato solo un caso. Il talento c’è, se ritrova anche la carica, il Milan ha già in casa il primo acquisto di gennaio.
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