Quanto tempo è passato dalla terribile crisi del Milan? Una vita. Adesso viviamo nel futuro sperando che quello scempio non ritorni mai più. Voi lo ricordate? Scelte scellerate da parte dell’allenatore, tre gol a partita subiti e uno spogliatoio, covo di traditori, doppiogiochisti e picchiatori come fossero biscazzieri ubriachi nella periferia di Birmingham.
Sono stati anni bui che ci siamo messi finalmente alle spalle. Ah no, che succede? Ecco inesorabilmente fastidiosa e maledettamente puntale suonare la mia sveglia. Mentre mi accingo alla prima colazione, sfoglio i quotidiani. Con sorpresa mi accorgo di aver esattamente portato nel mondo dei sogni la realtà di questo Milan e tutto ciò che lo circonda. Unico errore, il tempo. Ma quali anni … Fino alle 21.40 di un freddo venerdì di febbraio, il 10 per l’esattezza, mentre a Sanremo si alternavano i duetti per la classica serata speciale pre finale, il mondo rossonero trovava conferme nel suo risoluto pensiero durante un noioso Milan – Torino.
Poi il capo popolo dei rivoltosi, una sorta di “franco tiratore” dalla bionda chioma, mette al centro per un vecchio depresso dal mondiale che si permette di fare il prezioso sull’ultimo rinnovo e della sua vita e … Vista la serata e a proposito di Sanremo è il caso di dire: “Musiche e testo di Olivier, dirige Theo, ecco a voi – Si è girato Giroud – canta, Olivier Giroud”.
Il marchio di fabbrica è servito e con esso l’inversione ad “U” di un gruppo, quasi ad un anno di distanza. Tre vittorie consecutive tra campionato e Champions, tre clean sheet e nessuna guarigione totale bensì un ritorno alla serenità e alla consapevolezza delle proprie forze.
Una decina di giorni per dare il via alle Olimpiadi dell’up and down dal carro. I partecipanti sono numerosi e la sfida si preannuncia all’ultima “cazzata”. Le premesse e gli argomenti ci sono tutti. Vi ricordate la pietra dello scandalo nel post Milan – Roma? Questa è una squadra costruita su certi principi, come fai a metterti a tre. Incompetente, questa scelta sciagurata ha regalato il pareggio alla Roma. Queste le sentenze rivolte a Pioli lo scorso 8 gennaio. Tesi ripresa dopo il derby di inizio febbraio.
Nel mentre si mettono a punto gli ultimi dettagli e si recuperano le ultime cose dal carro, il tempo e la pazienza osservano, ascoltano e sorridono. In quella scelta il mister ha trovato la forza e la capacità di far rialzare sulle proprie gambe un malato che sembrava allo stato terminale. In queste ultime ore, sulla pedana che porta sul carro, si è ricreata una ressa che in confronto un rave party è una convention di Scientology.
Archiviata la questione modulo e non più considerata la fantomatica rottura dello spogliatoio perchè umilianti, per i detrattori, sono stati i gesti di molti componenti della rosa intervenuti a sostegno di ogni compagno in difficoltà. Tra non molto ci si giocherà la carta infortuni Bennacer e Maignan. Manna dal cielo per il tempo e la pazienza che non smettono di farsi delle grasse risate.

Il futuro di questo Milan passa inevitabilmente dalla qualificazione in Champions. Atalanta e Fiorentina, prima del ritorno a Londra contro il Tottenham, sono partite la cui posta in palio vale platino. Sia per sancire la ripresa definitiva dal momento di crisi e, cosa non trascurabile, la costruzione del Milan che verrà. Il fatto di aver cambiato modulo e che con il 3-4-2-1 si sia tornati a macinare risultati, non vuol dire che questo rappresenterà il futuro. Sicuramente, il fatto che questo Milan abbia nelle corde la memoria di due moduli differenti è una risorsa che avrà una sua incidenza per quanto riguarda l’allestimento del Milan del futuro.
In difesa le prestazioni di Thiaw profumano di upgrade per le prossime stagioni se si considera la possibilità di centellinare il prezioso ed esperto Kjaer. I due esterni a tutta fascia non ti obbligano ad investire sulla destra. A sinistra Theo sta tornando in grande spolvero anche grazie alla nuova disposizione, mentre a destra, oltre a Calabria non è da sottovalutare la crescita di Salemaekers. Forse per la prima volta da quando è al Milan nel suo ruolo ideale. Alzi la mano chi si aspettava l’adattamento immediato in quel ruolo di Messias. Ok, la alzo io. Non soffro di solitudine intorno a chi sostiene: “In fondo Messias non è così male …”.
Non mi stupirei se le operazioni della prossima estate fossero focalizzate su due soli movimenti: un centrocampista e un attaccante. Gli sforzi maggiori in termini economici verranno fatti per la punta. Intanto concentriamoci sul presente perché è dall’esito di questa stagione che avremo la possibilità di tracciare la linea per il futuro.
Per gli amanti delle “discese dal carro”, per gli avvelenatori di pozzi seriali e nemici di tempo e pazienza, adesso potete riprendere a ravanare nel torbido. Mi perdonerete se smetto di seguirvi, spengo la sveglia e riprendo a dormire perché in fondo quest’anno non è da buttar via. La strada per un futuro importante è tracciata partendo dalla consapevolezza di alcuni errori commessi per conquistare quegli obiettivi che questo gruppo ha dimostrato di meritare.
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