L’ennesimo caso di razzismo, l’ennesima mancanza di rispetto nei confronti di giocatori considerati diversi solo per il colore della pelle. Il caso Maignan nella serata del Bluenergy Stadium di Udine è un’altra pagina negativa che viene aggiunta alla storia del nostro calcio italiano. C’è stata molta vicinanza verso l’estremo difensore della nazionale francese, in primis dai compagni di squadra e dalla società rossonera, ma anche da parte di varie figure del calcio che hanno espresso il loro disappunto. Una di questi è l’ex leggenda rossonera George Weah che, ricordando anche un episodio di razzismo che lo ha visto protagonista, ha appoggiato il gesto di Mike Maignan quando ha deciso di lasciare il terreno di gioco.

Intervistato da Il Giornale, il Pallone d’oro, ex numero 9 del Milan George Weah ha parlato così del caso di razzismo nei confronti di Maignan, ma ha anche svelato un retroscena di mercato con Paolo Maldini. Queste le sue dichiarazioni:
NOSTALGIA MILAN: “Come potrei non averne? Ho trascorso a Milano 4 anni e mezzo molto intensi, con grandi compagni di squadra e grandi vittorie”.
TIFO JUVE: “Ho amato il Milan e i suoi tifosi. Io resto milanista, ma tifo Juve. Si può?”.
RETROSCENA MERCATO SUL FIGLIO AL MILAN: “Con Maldini ci eravamo parlati prima della Juve per Tim. Sembrava che fosse interessato a prenderlo dal Lille, poi non se ne è fatto nulla”.
MALDINI: “Mi spiace per come è stato trattato, ma non sempre c’è rispetto per la storia e Paolo è stato la storia del Milan. E anche da dirigente credo che abbia fatto buone cose. L’ha vinto lui l’ultimo scudetto, no?”.
RAZZISMO E MAIGNAN: “Penso che Mike, lasciando il campo, abbia fatto la cosa giusta. Quella gente non deve entrare negli stadi. Mike si è sentito umiliato. Purtroppo il razzismo è diffuso ovunque, era così anche ai miei tempi, anche in campo, non solo sulle tribune e nelle curve. È un modo per provocare, vogliono attaccare l’avversario sportivo, ma usando il razzismo ti feriscono, ti umiliano”.
GIUSTO CHIUDERE LO STADIO: “So che hanno chiuso lo stadio di Udine per una partita, paga anche chi non ha colpe, ma penso sia giusto così. Dovrebbero essercene tante partite a porte chiuse, forse la gente capirebbe che i razzisti vanno isolati”.
LA TESTATA A JORGE COSTA PER RAZZISMO: “A quel tempo capitava spesso che gli avversari mi dicessero negro e mi insultassero per la mia pelle, ma lui aveva esagerato, facendomi il verso della scimmia per tutta la partita, davanti a tutti, i suoi e i miei compagni, anche all’arbitro. Nessuno mi ha tutelato, ho avuto 6 giornate di squalifica, ma rifarei quello che ho fatto, spero che lui se ne sia ricordato quando si è trovato di fronte altri giocatori neri. No, non l’ho mai più incontrato, ma non m’interessa”.
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