Secondo pareggio consecutivo per il Milan, che dopo l’1-1 di giovedì sera a San Siro contro il Genoa si ferma con lo stesso risultato anche al Franchi contro la Fiorentina. Un risultato che lascia l’amaro in bocca, soprattutto per come si è sviluppata la gara, e che ha acceso il dibattito prima e dopo il fischio finale. Nel pre-gara a far discutere è stata soprattutto la scelta della Lega Serie A di programmare la partita a sole 64 ore dall’ultimo impegno dei rossoneri, un intervallo giudicato troppo ridotto per garantire un adeguato recupero fisico. Nel post-partita, invece, l’attenzione si è spostata sulle decisioni di Massimiliano Allegri, che ha optato per un turnover ampio, lasciando fuori diversi titolari.
Un tema affrontato anche durante Il Club, trasmissione in onda su Sky Sport 24, dove l’ex portiere e opinionista Luca Marchegiani ha preso posizione in difesa dell’allenatore rossonero. Secondo Marchegiani, le scelte di Allegri erano non solo comprensibili, ma quasi obbligate:
“Sono tre giorni, poco tempo: Rabiot non stava bene, Modric non può giocare sempre. È questa la partita in cui doveva cambiare. Ha messo dentro Ricci, pagato 20 milioni, e Jashari, 35 milioni, con Loftus-Cheek: non tre ragazzini della Primavera. Era veramente un periodo breve, per quello ha cercato di far riposare chi ha pensato fosse più stanco”.
Parole che ridimensionano le critiche piovute sull’allenatore, sottolineando come il turnover non sia stato una scelta al ribasso, ma una gestione mirata delle energie in un calendario particolarmente compresso. I giocatori schierati, infatti, rappresentano investimenti importanti del club e dovrebbero garantire affidabilità anche in partite di questo livello.
Resta il fatto che il Milan, pur allungando la propria striscia di imbattibilità, continua a lasciare punti per strada e a mostrare difficoltà nel trovare continuità tra una gara e l’altra. Tra calendario, rotazioni e prestazioni altalenanti, il Diavolo è chiamato ora a trasformare le attenuanti in risposte concrete sul campo. Perché il tempo delle giustificazioni, presto, potrebbe finire.
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