Sandro Sabatini ha espresso un giudizio molto critico sull’attuale gestione del Milan da parte di RedBird, soffermandosi sul momento vissuto dal club e sul cambiamento che, secondo lui, avrebbe coinvolto profondamente l’identità rossonera.
Nel suo intervento su Calciomercato.com, il giornalista ha analizzato il percorso recente della società, confrontandolo anche con il passato e con alcuni modelli oggi presenti nel calcio italiano.
LEGGI ANCHE – Ordine: “Futuro di Leao ancora da decidere per due motivi”
“Il Milan rischia di perdere la sua identità”
Sabatini ha utilizzato parole molto dure per descrivere la situazione attuale del club.
“Un club glorioso che ha smarrito la propria identità per inseguire i riflettori di un palcoscenico globale”.
Secondo il giornalista, la proprietà starebbe puntando maggiormente sull’aspetto commerciale rispetto a quello sportivo.
“Cardinale e RedBird stanno trattando il club come se fosse un circuito di wrestling: un contenitore di puro intrattenimento commerciale dove la narrazione e il brand contano più dei tre punti della domenica”.
Il paragone con le altre realtà italiane
Nel corso del suo intervento, Sabatini ha anche lanciato un avvertimento sul posizionamento del Milan nel calcio italiano.
“Se un tempo il Milan dominava, adesso rischia di diventare il terzo o quarto club della Lombardia”.
Il riferimento non riguarda soltanto i tradizionali rivali dell’Inter ma anche società che negli ultimi anni hanno costruito progetti solidi.

“Non solo dietro l’Inter, ma anche rispetto a modelli come Atalanta o alle nuove ambizioni del Como”.
“Nel calcio servono giocatori per vincere”
Sabatini ha poi affrontato il tema della filosofia societaria e della gestione del mercato.
“Nel calcio si vince con i giocatori giusti, con giocatori per vincere, per giocare e per dare spettacolo”.
Una critica anche all’approccio basato sulle possibili plusvalenze.
“Non con giocatori per cui, appena fanno dieci partite bene o una buona stagione, si pensa subito a quanto possano essere rivenduti”.
Secondo il giornalista, questa non sarebbe la strada corretta per costruire una squadra vincente.
Il confronto con il Milan del passato
L’ultima riflessione è stata dedicata al paragone con l’epoca vissuta durante la presidenza Berlusconi.
“Ho vissuto da cronista privilegiato la grande epopea del Milan di Berlusconi, soprattutto nei primi anni”.
Sabatini ha descritto anche la differenza nell’accoglienza e nella gestione delle figure chiave del club.
“Ai tempi un nuovo allenatore arrivava, cenava con il presidente e veniva introdotto nell’ambiente”.
Da qui la domanda conclusiva:
“Adesso che cosa è rimasto del vecchio Milan?”
Parole che riassumono il pensiero del giornalista e che riflettono i dubbi di una parte della tifoseria sul futuro del progetto rossonero.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
