Il momento esatto in cui le telecamere hanno inquadrato Franco Baresi, deve per forza di cose aver suscitato un’emozione particolare nel cuore di tutti i tifosi rossoneri. Perché la presenza del leggendario capitano del Milan, ieri sera durante la cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, assieme al suo rivale storico Beppe Bergomi, ha rappresentato un momento di solennità difficilmente replicabile. Due icone dello sport italiano e del calcio milanese che consegnano la torcia olimpica alle campionesse mondiali dell’Italvolley. Il gran finale ideale per una cerimonia spettacolare.
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Franco, lontano dai riflettori nell’ultimo anno a causa di una nodulazione polmonare diagnosticatagli lo scorso agosto che lo ha costretto all’operazione, è recentemente tornato presenziare anche le partite del Milan a San Siro. Lui che in quello stadio di battaglie epiche ne ha disputate molte, uscendone il più delle volte da vincitore. Ai microfoni di Repubblica ha ammesso che quello di ieri sera è stato un momento unico della sua intera carriera sportiva. Di seguito alcuni passaggi delle sue dichiarazioni:

BARESI DESCRIVE L’EMOZIONE DELLA TORCIA OLIMPICA
“Sono stati i momenti più emozionanti della mia vita sportiva: mai provata una sensazione del genere. Hai quella torcia tra le dita e sai che contiene la storia dello sport, e un po’ anche quella della civiltà umana. Un simbolo fortissimo. È stato pazzesco, mi tremavano le gambe e forse anche la mano. Lo stadio Meazza è stato la mia casa per vent’anni, e a casa ci sentiamo tutti al sicuro, stiamo tutti meglio. Mi ha emozionato entrare nello stadio, portare il fuoco lì dentro, proprio io. La torcia, cioè i valori immortali dello sport: la pace, il rispetto delle regole e dell’avversario, l’amore, la correttezza.
Sulla malattia
“Come sto? Il peggio è passato. La cosa più difficile della malattia è accettare che tutto cambi in un istante. Essere un atleta mi ha aiutato a lottare, e il mio corpo mi ha permesso di resistere. L’ho fatto, in fondo, per tutta la vita: io ho sempre lottato, in campo e fuori. La gente sa quello che mi è successo, e io so che la gente lo sa. Il calore del pubblico mi è arrivato addosso fortissimo”.
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